ROMA, 29 FEBBRAIO – Simone Annicchiarico, parla della fiction di Rai1 «Walter Chiari – Fino all’ultima risata» criticandone la seconda parte che sarebbe colpevole di non restituire un ritratto fedele del padre Walter. Sul banco d’accusa anche la ricostruzione fatta da Tatti Sanguineti, amico intimo e massimo esperto dell’attore, che da due anni sta lavorando a una monumentale biografia di Chiari, morto vent’anni fa.

Sanguineti avrebbe raccontato che, nel dicembre del 1926, nei sotterranei della questura di Verona il brigadiere di Pubblica Sicurezza Carmelo Annichiarico percosse a morte con un nerbo di bue, assieme al commissario Palazzi, due antifascisti veronesi, i fratelli Panzieri, sottoponendoli ad un interrogatorio stringente. Per questo motivo, continua Sanguineti, la sua famiglia fu trasferita dal Ministero degli Interni nel 1933 da Verona a Milano. Il delitto rimase impunito ma sconvolse completamente la vita della famiglia del brigadiere.

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Annicchiarico replica ”Su mio padre, morto 20 anni fa, e’ stato scritto e detto di tutto e di piu’. Ma questa ricostruzione fornita da Tatti Sanguineti e’ fantascienza allo stato puro”. Io, aggiunge, “non ho mai sentito parlare di questa vicenda del nonno in casa”. Si dimostra risentito del fatto che, dopo tanti anni, ancora ci sia qualcuno desideroso di infangare la memoria del padre. Commenta poi la fiction di Rai1 anche sulla propria pagina facebook facendo riferimento alle molte persone che ne hanno criticato la sceneggiatura e rispondendo che nessuna fiction si è mai attenuta alla realtà dei fatti. Cita inoltre alcuni errori “mio padre non e’ mai stato licenziato da Antenna 3 e io non ho mai mangiato una cozza in vita mia e mai e poi mai gli ho spostato il braccio mentre mi carezzava”. Loda, invece, l’interpretazione di Alessio Boni.

Simone Annichiarico in questi giorni conduce, con Belen Rodriguez, la fortunata trasmissione ‘Italia’s Got Talent’, su Canale 5, e il programma La Valigia dei Sogni su La7.  Ha inoltre da pochi giorni pubblicato il libro “Walter e io. Ricordi di un figlio”, per Dalai editore.

Alessandra Massagrande
Redazione Centrale