TARANTO, 28 FEBBRAIO – Si è conclusa oggi la settima udienza del caso riguardante l’omicidio della piccola Sarah Scazzi, per il quale sono accusate la zia Cosima Serrano e la cugina Sabrina Misseri. Un caso sempre più intricato, dal quale sembra non si possa uscire, per lo meno con una buona soluzione.

Oggi sono stati ascoltati altri testimoni, tra i quali anche un’amica della piccola Sarah. Francesca, compagna di scuola, avrebbe raccontato un episodio in particolare, ovvero di una visita improvvisa a casa sua da parte di Cosima Serrano e Sabrina Misseri “Quando vennero a casa Cosima e Sabrina, quest’ultima mi chiese di salire a bordo della loro auto, ma dissi di no. Sabrina mi chiese se Sarah, che era scomparsa, mi avesse detto qualcosa di particolare, qualche confidenza. Sabrina mi chiese se Sarah avesse parlato di qualche ragazzo a cui era interessata”.

Quel terribile 26 agosto, la ragazzina inviò un sms a Sarah. Poi, non ricevendo risposta, fece uno squillo sul cellulare ancora senza risposta. “Sarah mi diceva che lei e Sabrina erano come due sorelle, ma qualche volta litigavano. Una volta, forse era ad inizio di anno scolastico – ha detto la teste in aula -, Sarah, uscendo da scuola mi rivelò che aveva paura ad andare da sola con Sabrina”.

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Sempre la minore avrebbe raccontato di un incontro avvenuto tra Sarah e un ragazzo, trentenne, di un altro paese, conosciuto tramite il suo profilo di facebook. “Sul profilo c’era il suo numero di cellulare. Con lui scambiò anche degli sms  finalizzati ad incontrarlo. Si diedero appuntamento ma, quando lui si accorse che lei era una ragazzina, fece subito un passo indietro. Sarah ci rimase molto male per questo”.

E’ quanto ha riferito l’amica della vittima, Francesca Massari, figlia di Donato, teste chiave dell’accusa. Anche Donato ha lasciato una deposizione, come anche sua moglie. Tornando dal lavoro, tra le 14 e le 14.20, Donato alla guida della sua auto e arrivando vicino al campo sportivo di Avetrana, vide uscire veloce da una strada sulla sinistra la Opel Astra di Cosima Serrano, diretta verso il paese, seguita da un furgone blu. Il conducente dell’auto, secondo il teste, fece una manovra strana, tanto che lo stesso teste imprecò, mentre la Opel Astra si allontanava.

Massari ha, inoltre,  riferito anche che il 4 settembre 2010 Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri si recarono a casa sua e lui riconobbe nella loro Opel Astra la stessa auto vista il 26 agosto precedente, tanto che la moglie decise di fotografare la vettura.

Le due donne chiesero di parlare con la figlia di Massari per sapere se fosse a conoscenza di qualcosa su Sarah, che era scomparsa, come l’interesse per un compagno di scuola che lei confermò.

Dopo due-tre giorni dalla prima visita, Cosima – ha aggiunto il teste – tornò a casa di Massari dicendo che si era recata dai carabinieri denunciando che un suo nipote aveva visto una persona con furgone bianco prendere Sarah, e chiedendo allo stesso Massari di dire agli investigatori che il furgone visto il 26 agosto era bianco e non blu. Dopo alcuni giorni Massari ricevette un’altra visita da Sabrina Misseri, sempre in relazione alla scomparsa di Sarah. «Mia figlia mi disse che un giorno Sarah, all’uscita da scuola, le chiese di accompagnarla perché aveva paura di tornare a casa da sola con Sabrina».

Testimoni chiave per il presunto sequestro di persona di Sarah da parte dei suoi familiari. Testimonianze importanti che fanno sperare di trovare finalmente la verità così largamente attesa.

Alessandra Scarciglia