LOS ANGELES, 27 FEBBRAIO – La notte degli Oscar 2012 non è stata solo una consegna di premi. Quest’anno c’è stato di più. E’ stata la notte del passato che torna presente e anche futuro, è la rivincita del classico – che diciamolo chiaramente: non stanca mai! – sul nuovo, su un eccesso di sfruttamento della tecnologia. Il 3D, nella notte più importante per il cinema internazionale, non sorprende più – forse ha già stancato – e si deve “accontentare” delle cinque statuette più tecniche. The Artist, pellicola francese che vede alla regia Michel Hazanavicius, trionfa su tutti: miglior regia, miglior film, miglior attore protagonista, miglior costumi e miglior colonna sonora. The Artist ha anche altri due primati: dal 1929 è il primo muto che vince, mentre dal 1994 – anno di Schindler’s List –  è il secondo film in bianco e nero a vincere la statuetta dello zio d’America.

Lo stesso numero di statuette è arrivato anche nelle mani di Scorsese ma, in confronto alle 11 nominations ricevute per il suo Hugo Cabret, il sorriso è piuttosto amaro: miglior fotografia, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro, migliori effetti speciali e migliore scenografia. Quest’ultimo premio per Hugo Cabret, ha anche il profumo del Bel Paese: gli scenografi di Scorsese sono, infatti, Dante Ferretti e Francesco Lo Schiavo, al loro, ormai, terzo Oscar.

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La grande sconfitta è quella di The Descendants – Paradiso Amaro, con George Clooney, che da favorito alla vigilia della rassegna, è rimasto davvero con un pugno di mosche in mano. La delusione più grande è, ancora, per George Clooney che non solo si è visto sfuggire la statuetta come migliore attore protagonista, andata al francese Jean Dujardin, ma ha perso l’opportunità di ricevere il premio anche nella categoria sceneggiatura non originale per Le idi di marzo.

Bocca asciutta anche per Brad Pitt, mentre ha trionfato su tutti, come miglior attrice la straordinaria Meryl Streep, al suo terzo Oscar e alla sua 17esima nomination che ha commentato così la sua vittoria: “Immagino metà dell’America dire ‘che noia, ancora lei’, ma alla fine chi se ne frega” e, commossa, ha aggiunto “Mi rendo conto che non salirò ancora su questo palco. Vi guardo e vedo tutta la mia vita, gli amici vecchi e quelli nuovi. Per me l’amicizia è la cosa più importante”. La lady d’acciaio ha sbaragliato le sue giovanissime concorrenti, Rooney Mara (per Millenium – Uomini che odiano le donne) e Michelle Williams (Merilyn Monroe , e ha lasciata a bocca asciutta le altre due candidate, Glen Close ( protagonista di Albert Nobbs) e Viola Davis (per The Help).

Qui di seguito, nel dettaglio, tutte le statuette vinte:

Miglior Film: The Artist
Miglior Regia: Michel Hazanavicius (The Artist)
Miglior Attore Protagonista: Jean Dujardin (The Artist)
Miglior Attrice protagonista: Meryl Streep (The Iron Lady)
Miglior attore non protagonista: Christopher Plummer (Beginners)
Miglior attrice non protagonista: Octavia Spencer (The Help)
Miglior Film d’animazione: Rango
Miglior Film straniero: Una Separazione (Iran)
Miglior Sceneggiatura originale: Woody Allen (Midnight in Paris)
Miglior Sceneggiatura non originale: Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash (Paradiso Amaro)
Miglior Corto d’animazione: The Fantastic Flying books of Mr. Morris Lessmore
Miglior Fotografia: Robert Richardson (Hugo Cabret)
Miglior Scenografia: Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (Hugo Cabret)
Miglior colonna sonora originale: Ludovic Bource (The Artist)
Miglior sonoro: Tom Fleischman e John Midgley (Hugo Cabret)
Miglior montaggio sonoro: Philip Stockton ed Eugene Gearty (Hugo Cabret)
Miglior Trucco: Mark Coulier e J. Roy Helland (The Iron Lady)
Migliori Costumi: Mark Bridges (The Artist)
Miglior Corto documentario: Saving Face
Miglior Cortometraggio The Shore
Miglior documentario: Undefeated
Migliori effetti visivi: Rob Legato, Joss Williams, Ben Grossman ed Alex Henning (Hugo Cabret)
Miglior montaggio: Kirk Baxter e Angus Wall (Uomini che odiano le donne)
Miglior canzone originale: Bret McKenzie (I Muppet)

Federica Palmisano