GROSSETO, 25 FEBBRAIO – Padre e figlia si sono riuniti, anche se nella morte. Si attendono ancora gli esiti della prova del Dna, ma sembra proprio che, fra i cadaveri individuati nella pancia della Concordia, oltre a quello di Dayana Arlotti, 5 anni di Rimini, ci sia anche quello del padre Willams.

Mercoledì scorso i sommozzatori avevano ritrovato 8 cadaveri a bordo del relitto della Costa Concordia: mentre c’erano pochi dubbi che tra questi vi fosse la piccola Dayana, ancora non vi erano certezze se uno dei cadaveri accanto alla bambina fosse quello del padre, Williams Arlotti, 36enne riminese. Almeno fino ad oggi. Sul braccio destro di uno dei corpi ritrovati sul Ponte 4, infatti, è presente un tatuaggio molto simile a quello che aveva il padre di Dayana, così come lo avevano descritto i genitori di Willams, Sergio e Daniela Arlotti. Sebbene non sia un indizio sufficiente, questo elemento darebbe una svolta decisiva nelle procedure di identificazione dei cadaveri. In ogni caso, la risposta definitiva la daranno i risultati degli esami del dna, in corso a Grosseto. Saranno necessari una decina di giorni affinché la scientifica possa concludere le analisi sulle otto salme.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

Intanto, continuano le ricerche, dal momento che rimangono disperse ancora sette persone. Ieri, i Vigili del Fuoco e la Marina Militare hanno lavorato senza sosta per ultimare le procedure per l’installazione del cantiere per l’esplorazione del Ponte 3, dove è stata segnalata la possibile presenza di altri corpi.

In seguito al ritrovamento del corpo della bambina, torna a parlare anche Francesco Schettino: “Sono sconvolto” avrebbe dichiarato il comandante della Costa Concordia. L’avvocato del comandante, Bruno Leporatti, avrebbe dichiarato che “Ogni volta che trovano un corpo, Schettino prova dolore. Per la bimba anche di più”.

Nel pomeriggio ha parlato anche il commissario straordinario Franco Gabrielli: “Iniziamo a vedere una piccola luce in fondo al tunnel. La nostra speranza è che si arrivi al recupero di tutte le vittime e al completamento del defueling secondo i tempi previsti”.

Giovanni Gaeta