L’AQUILA, 24 FEBBRAIO – Lo stupro avvenuto nella notte del 12 febbraio scorso a Pizzoli, nell’aquilano, ha un presunto colpevole, Francesco Tuccia, 21 anni, originario della provincia di Avellino e militare di istanza nella vicina caserma Campomizzi.

Il giovane è stato il principale sospettato fin dall’inizio delle indagini e oggi, dopo gli esiti degli esami del RIS di Roma, è stato posto sotto custodia cautelare in carcere. Ad incastrare il ragazzo le tracce ematiche rinvenute sulla sua camicia, sul braccialetto e sulla sua mano. Il Reparto investigativo dell’Arma non ha dubbi, il sangue rinvenuto è della studentessa ventenne originaria di Tivoli che fu trovata a terra in una pozza di sangue dal gestore del locale e da un buttafuori verso le 3 di domenica 12.

L’INDAGINE – Gli inquirenti, grazie agli esami scientifici ed agli interrogatori, sono riusciti a ricostruire la vicenda con chiarezza, ha fatto sapere il PM David Mancini. Il giovane avellinese è accusato di tentato omicidio e violenza sessuale. L’aggiunta dell’accusa di tentato omicidio è stata formalizzata a seguito delle lesioni gravissime riportate dalla giovane e da alcune testimonianze che rivelano il disinteresse del militare nei confronti della vittima abbandonata nella neve che avrebbe quindi rischiato l’ipotermia. Francesco Tuccia, secondo il PM avrebbe agito da solo, dopo aver approcciato la ragazza all’interno del locale l’avrebbe convinta a seguirlo all’esterno e li è accaduto il misfatto. Non ci sono tracce di rapporto sessuale, ma solo di violenza, fanno sapere fonti vicino alla Procura, commessa con un corpo estraneo. Risulta difficile rinvenire l’oggetto data la grande quantità di neve presente sul luogo del crimine.

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Dopo l’arresto i vertici della caserma Campomizzi de L’Aquila hanno avviato le procedure di sospensione cautelativa di Tuccia dal servizio. Il trentatreesimo reggimento Artiglieria ha motivato il provvedimento dicendo che è necessario «tutelare lo stesso indagato e salvaguardare l’immagine della forza armata cui appartiene». Il comandante ha espresso piena solidarietà nei confronti della giovane vittima, e ha esternato la propria amarezza e quella di tutto il reggimento per l’accaduto.

LE CONDIZIONI FISICHE DELLA STUDENTESSA – Intanto la studentessa è ancora ricoverata nel reparto di ginecologia dell’ospedale de L’Aquila, dove è venuta a sapere dell’arresto di Tuccia attraverso una telefonata. L’avvocato della giovane, Enrico Maria Gallinaro, ha fatto sapere che la studentessa non ha avuto alcuna reazione alla notizia dell’arresto ed ha aggiunto «Noi siamo per l’accertamento della verità. Una precondizione in modo che tutti rispondano per ciò che realmente hanno fatto e per fare in modo che la persona offesa abbia il giusto ristoro e risarcimento per il danno patito, anche se per certi danni non è mai abbastanza e questo tutti lo debbono tenere a mente. Certe cose modificano la vita di una persona per sempre». La conclusione delle dichiarazioni di Gallinaro trova tutti concordi: «in questo momento la cosa più importante è il recupero psicofisico della giovane».

Luca Bresciani