GROSSETO, 24 FEBBRAIO – Mentre in Italia e nel mondo si sprecano battute sul comandante Schettino, diventato addirittura un costume di carnevale, i vigili del fuoco hanno scoperto quattro corpi nella parte sommersa della Concordia. Tra i cadaveri c’era anche quello di Dayana Arlotti, la bambina riminese di 5 anni che si trovava a bordo della nave insieme al padre, Williams Arlotti. L’uomo risulta ancora disperso, anche se uno dei corpi individuati oggi sembrerebbe proprio il suo.

Era un viaggio speciale per la famiglia Arlotti:  Williams, 36enne di Rimini, aveva sostenuto un doppio trapianto, rene e pancreas, dal momento che era malato fin da giovane di diabete. La crociera, dunque, rappresentava un traguardo nella lotta di Arlotti per il ritorno ad una vita normale, una lotta che era incominciata proprio quando era nata la piccola Dayana. “La bimba gli aveva cambiato la vita”, rivela la cugina di Arlotti, “gli aveva ridato la voglia di vivere”.

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Dal naufragio del 13 gennaio mancavano all’appello ancora 15 persone. I sommozzatori avevano deciso di perlustrare il ponte 4 in seguito ad uno screening eseguito nei giorni scorsi seguendo le testimonianze dei sopravvissuti, i quali avevano indicato i punti in cui si sarebbero potuti trovare alcuni dei dispersi l’ultima volta che erano stati visti. Il ponte 4 era il corridoio di ritrovo per l’abbandono della nave e, imbarcando quest’ultima sempre più acqua, si è trasformato alla fine in un pozzo letale. A causa delle difficili condizioni in cui si stanno svolgendo le operazioni, non è ancora possibile definire una tempistica precisa del recupero dei corpi ancora bloccati nel relitto.

Intanto, dall’ufficio del procuratore capo Francesco Verusio sono partiti stamattina almeno cinque avvisi di garanzia. Nel registro degli indagati, infatti, sono state iscritte alcune persone presenti sulla plancia al momento della collisione e non è escluso che sia stato notificato un avviso di garanzia anche ad un manager della Costa.

Giovanni Gaeta