NEW DELHI, 21 FEBBRAIO – Si complica la situazione dei due marò del battaglione San Marco che hanno ucciso due pescatori indiani credendoli pirati.

Oggi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono comparsi davanti a K.P. Joy, giudice di Kollam, stato meridionale del Kerala. Quest’ultimo ha decretato la trasformazione del fermo in arresto e ha deciso di assegnare i due marinai per tre giorni alla custodia della polizia nel circolo ufficiali di Kochi. Intanto è stata ordinata la perquisizione della nave italiana Enrica Lexie.

Rimane alta, dunque, la tensione fra India e Italia. Divergenze giuridiche hanno reso la situazione un caso diplomatico. È lo stesso Giorgio Napolitano a confermarlo.

I legali italiani, infatti, venuti a conoscenza che la sparatoria sarebbe avvenuta in acque internazionali, puntano la loro difesa sul ricorso alla giurisdizione internazionale. La Farnesina, inoltre, ha dichiarato che i marò arrestati dalla polizia indiana sono organi dello Stato italiano e pertanto godono dell’immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati stranieri, ribadendo che i due militari erano sulla petroliera  Enrica Lexie in base ad una legge italiana e alle risoluzioni Onu sulla lotta alla pirateria e denunciando l’unilateralità del comportamento delle forze di sicurezza indiane. I vertici di New Delhi, invece, intendono a tutti i costi processare i militari italiani secondo il diritto indiano, cosa che potrebbe costare ai due marò, in caso di condanna, l’ergastolo o la pena di morte. A tal proposito è stata messa in moto una campagna mediatica: tutta la stampa, in particolare l’Hindustan Times, ha messo in risalto la determinazione con cui la diplomazia indiana ha replicato alle richieste del nostro paese. La stessa opinione pubblica indiana è fortemente schierata a favore dell’azione del proprio governo: a Kollam un centinaio di persone ha inscenato una manifestazione anti-italiana e le associazioni dei pescatori dello stato di Kerala hanno chiesto che venga arrestato anche il comandante dell’Enrica Lexie.

Molti aspetti dello scontro a fuoco che ha portato alla morte dei due pescatori rimangono ancora da chiarire: dalla dinamica dei colpi sparati dai due fucilieri, alla presenza di una nave mercantile greca assalita pochi giorni prima dai pirati al largo delle coste meridionali dell’India. Poco chiara anche la questione dell’inganno che ha fatto attraccare la Enrica Lexie nel porto di Kochi.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che ha inviato sul posto il sottosegretario De Misturaha commentato la chiusura al dialogo delle autorità indiane come una seria minaccia alla lotta alla pirateria. Più caustico Stefano Stefani, presidente della Commissione esteri della Camera dei Deputati, il quale ha dichiarato che il governo indiano sta trattando l’Italia a “pesci in faccia”.

Giovanni Gaeta