GROSSETO, 12 FEBBRAIO – Il naufragio della Costa Concordia, immortalato nel video inedito del  Tg5, è stato acquisito dalla procura di Grosseto per essere valutato dagli inquirenti. Il video choc immortala i momenti successi all’impatto del Costa Concordia con lo scoglio dell’Isola del Giglio. Il caos in plancia dopo l’impatto, il ritardo nelle misure di emergenza e il comandante Francesco Schettino, che alle sollecitazioni del suo equipaggio risponde con un laconico “Vabbuò”.

In procura sta tenendo banco l’analisi del video amatoriale che documenta i minuti concitati del naufragio dalla plancia del Costa Concordia, dove si trovavano il comandante Schettino e i 9 ufficiali. Da pochi minuti il Concordia aveva impattato con gli scogli presenti in località “Le Scole”, rocce che non appartengono al Demanio ma ad alcuni discendenti di una cittadina del Giglio.

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Le Scole, gli scogli su cui è andata a cozzare la Costa Concordia ad una velocità folle di 15 nodi, e che il comandante Schettino sosteneva che non fossero segnati nelle carte nautiche, non solo sono ben visibili sulla cartografia ma sono di proprietà della signora Rosalba Rossi, residente dell’Isola del Giglio. Un caso anomalo, commentano i cittadini dell’isola, dove tutti lo sanno da sempre e lo conferma anche una visura catastale catalogata a Grosseto. La signora Rosalba, classe 1931, ha ereditato quella roccia emersa di soli 25 metri quadrati dal nonno. Della famiglia è l’unica erede, perché l’unica rimasta in vita, che potrebbe chiedere i danni alla Costa dopo il naufragio del 13 gennaio, ma sembra che non abbia alcuna intenzione di sporgere denuncia. La notte del naufragio, la signora Rosalba, accolse 15 naufraghi disperati che vedendo le luci accese avevano bussato alla sua porta per chiedere un po’ di conforto in vista della notte.

Quello che verrà ricordato come lo scoglio della tragedia era uno dei simboli dell’Isola. Uno spuntone di granito, che milioni di anni fa, fu il primo ad emergere per effetto dei fenomeni tettonici.

Redazione