Brembate di Sopra, 8 Febbraio – Obiettivi ancora puntati sul dna. Sono quasi 13000 i campioni raccolti dagli investigatori che da 14 mesi stanno cercando di risolvere il giallo del sequestro e dell’omicidio di Yara Gambirasio.

Una indecifrabile mappa genetica che ha coinvolto l’intera popolazione maschile orbitante tra Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola, il paese dove il 26 febbraio di un anno fa fu trovato il cadavere della 13enne ginnasta con impresse minuscole macchie di sangue sugli slip e sui leggins di colore nero.

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Le novità sulle indagini. Gli investigatori stanno ipotizzando che quelle macchie di sangue possano appartenere ad una donna, e che comunque il profilo genetico femminile possa aiutare a comporre il puzzle della scena del crimine. Da quel giorno nella catalogazione del dna sono state coinvolte anche alcune ragazze, tutte fra i 17 e i 20 anni, convocate dai carabinieri di Bergamo in caserma e in alcuni casi in compagnia dei genitori per effettuare un prelievo di saliva e rispondere alle domande degli inquirenti.

L’altra novità è che nei laboratori del Ris di Parma sarebbe stato individuato un profilo genetico definito “interessante” come numero di elementi particellari sovrapponibili al dna isolato sul corpo della piccola Yara Gambirasio. Si tratta di un dna maschile appartenente ad un uomo che vive nella Bergamasca, che potrebbe avere legami familiari con l’assassino, ma il condizionale è d’obbligo. Adesso c’è un nome e cognome da cui ripartire.

MR