Roma, 08 febbraio – Il caso Lusi prosegue. Nel pomeriggio di lunedì il presidente della commissione di garanzia del PD, Luigi Berlinguer, ha annunciato l’espulsione di Luigi Lusi dal Partito Democratico. La gravità dei reati di cui è accusato l’ex tesoriere della Margherita, ha fatto sapere Berlinguer, rende la decisione della commissione inappellabile. Oltre l’espulsione, è arrivata anche la cancellazione dall’albo degli eletti e dall’anagrafe degli iscritti del PD. Il danno di immagine procurato al partito e la preoccupazione, che il caso ha suscitato nell’opinione pubblica, hanno giocato un ruolo fondamentale nella decisione della commissione. Berlinguer ha parlato di «decisioni tristi, che riguardano una patologia per la quale non si hanno gli antibiotici», ma è stato comunque un atto  «doveroso, non poteva andare diversamente poiché si tratta di un reo confesso che ha rubato denaro pubblico».

Le indagini continuano

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Nella giornata di ieri, ufficiali della Guardia di Finanza si sono presentati presso la sede della BNL del Senato, dove sono custoditi i conti della Margherita. Gli agenti, però, si sono presentati con un mandato che non conteneva le autorizzazioni necessarie per fare le dovute verifiche a Palazzo Madama, protetto da guarentigie parlamentari, e sono stati respinti. Il Senato, attraverso il Presidente Schifani,  ha reso noto che «Nessuna richiesta di accesso a conti della filiale della Banca Nazionale del Lavoro di Palazzo Madama è stata avanzata alla presidenza», mancando questo documento informativo, la procedura è stata definita irregolare dalla Giunta delle elezioni. Nessun controllo per il momento, ma la disponibilità del Senato a collaborare con le autorità competenti è stata ribadita dallo stesso Schifani. «La procura di Roma» ha fatto sapere, attraverso il Procuratore reggente Giancarlo Capaldo, di non aver disposto «l’esecuzione dell’atto all’interno del Senato e, pertanto, non ha formulato alcuna richiesta di esecuzione del provvedimento al presidente del Senato». Il procuratore, nella stessa nota, ha ribadito «l’importanza della leale collaborazione istituzionale» nel pieno rispetto delle prerogative parlamentari.

La difesa di Lusi

L’ex tesoriere Margherita, attraverso il suo avvocato Luca Petrucci, si è detto disposto a cedere le due case di via Monserrato, di proprietà TTT s.r.l., e la villa di Genzano di Roma, sua attuale dimora, alla Margherita per riparare al mal fatto. Non solo le abitazioni, ma Lusi avrebbe offerto anche quote della sua società TTT s.r.l.. Il legale del partito, Titta Madia, prende tempo e annuncia che un team di suoi civilisti si occuperà di valutare la reale entità dell’offerta di Luigi Lusi, utilizzando tutte le accortezze dovute. Secondo una prima sommaria quotazione l’offerta si aggirerebbe attorno ai 5 milioni di euro.

+ Lo speciale di Bolognatg24.it sul Caso Lusi

Luca Bresciani