BOLOGNA, 7 FEBBRAIO2005 – 2012: dopo sette anni di vita spericolata nel web, BTjunkie ci lascia. Nella notte tra domenica e lunedì, uno dei più popolari siti BitTorrent al mondo, per mano dei suoi stessi amministratori, si è cyber-suicidato.

«Questa è la fine del percorso, amici miei. La decisione non è stata facile, ma abbiamo deciso di chiudere volontariamente. Abbiamo combattuto per anni in favore del vostro diritto di comunicare, ma è tempo di voltare pagina. È stata l’avventura di una vita, vi auguriamo ogni bene!». Queste sono le ultime asciutte parole pubblicate sulla home del sito.

Inutile stare a dice che  hanno risuonato come campane a morte per tutti gli utenti aficionados del servizio. Per alcuni lunghissimi minuti lo sconforto è  stato il più totale.

Le vicende giudiziarie di The Pirat Bay e Megaupload, le storie di autocensura di Filesonic e Fileserve (piattaforme di file hosting che hanno deciso di bloccare volontariamente i download di contenuti caricati da utenti terzi) avevano fatto presagire che il già tormentato “universo della condivisione dei contenuti a mezzo elettronico” si fosse accartocciato su se stesso sparendo, come antimateria qualsiasi, in un vorticoso buco nero.

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Ma si sa che il popolo di “pirati del web” non è solito ad abbandonarsi allo sconforto. C’è voluto poco per rendersi conto che le alternative certo non mancano e che sono anche di primissima scelta.Basta scorrere  la “classifica dei siti BitTorrent più popolari del 2012” per rincuorarsi.

Ovviamente partiamo da The Pirate Bay, il decano dei traker, che nonostante i guai giudiziari riesce a totalizzare quasi due miliardi di pagine viste ogni mese. Un piccolo problema per gli italiani: da casa nostra non è più direttamente raggiungibile.

Poi abbiamo il finlandese Torrentz, meta-motore di ricerca, che riesce a combianre i risultati di decine di motori di ricerca torrent.

Altre meno popolari ma altrettanto utili alternative potrebbero essere rappresentate da Extratorrent, IsoHunt, Kickass Torrents, Demonoid, EZTV e 1337x.

Insomma nulla è perduto e certamente nuovi germogli sapranno sbocciare nel fertilissimo terreno di Internet.

Raffaele Sebastiano Rosa