ROMA, 02 FEBBRAIO – Non dite che non vi avevamo avvisato. Il cervellone Serpico dell’Agenzia delle Entrate, per i controlli incrociati, era già in funzione alla fine del 2011. Adesso, si sono aggiunte le retate della guardia di finanza, che specie nel Nord Italia, hanno portato alla luce una realtà fiscale sconcertante per quanti onestamente le tasse le hanno sempre pagate.

L’agenzia per la riscossione dei tributi, l’Equitalia, è stata recentemente sommersa da proteste e lettere minatorie. E non bastasse quello, anche da qualche ordigno, subito ricondotto agli ambienti anarchici.

Il governo Monti ha deciso di sfoderare l’armamento pesante contro gli evasori fiscali. Ed era ora, dopo anni di politica fiscale selvaggia. Adesso si tratta di ricondurre il paese in un recinto di legalità lungamente assente, anche se è ancora presto per lasciarsi prendere dagli entusiasmi per un radicale cambio di rotta che è ben lungi dall’arrivare.

Attilio Befera direttore generale della guardia di finanza intanto ha spiegato che i controlli a tappeto andranno avanti, in tutta Italia, come nelle settimane precedenti.

Befera ha chiesto alla camera che sia revocato il blocco del turnover per gli impiegati nell’Agenzia, in modo che si possa assumere nuovo personale da impiegare nelle attività che si stanno portando avanti.

In questo quadro di fermento, appoggiato ed osannato da più parti (politiche), arriverà entro giugno il nuovo redditometro.

Si tratterà di distribuire innanzitutto ai cittadini degli strumenti informatici per mezzo dei quali, poter calcolare il reddito realmente posseduto e quanto questo si discosta dal  reddito dichiarato. Una volta fatto questo, si dovrà versare all’erario la dovuta differenza. Ognuno potrà avere l’occasione di rimettere in ordine la propria posizione, poi partiranno poi i controlli e se non si risulta in regola il fisco darà fiato alle trombe.

Nelle 7 categorie di spesa sono raggruppate fino a cento voci. Casa, trasporti, assicurazioni, attività sportive, istruzione, attività ricreative, salute, consumo elettrico, materiali elettronici, ristrutturazioni, e personale di servizio impiegato in casa, saranno i principali oggetti su cui saranno svolte le indagini fiscali.

Ulteriore obbligo sarà quello imposto dal governo di comunicare all’erario tutte le spese eccedenti i 3.600 euro sostenute durante l’anno fiscale, accompagnato dall’obbligo di non poter effettuare pagamenti contanti per cifre eccedenti i 1.000 euro in contanti.

A ciò si affiancherà l’elaborazione dei profili familiari che ricalcheranno per lo stato le capacità contributive dei cittadini, a seconda della loro appartenenza. Ce n’è abbastanza per dare una convinta spallata anche a tutte le attività criminali o meno che si sono fiorite negli anni più recenti e per ricondurre il paese ad una normale dimensione di legalità.

Le uniche perplessità che ancora restano in sospeso sono i capitali evasi all’estero ed il loro recupero.

Luca Brandetti