ANCONA, 2 FEBBRAIO – Le cronache degli ultimi mesi ci stanno ormai abituando alle parole “truffa”, “danni allo stato”, “falsi medici”. Ma nel momento in cui arriva alla cronaca una notizia di un giro di false cure miracolose da parte di falsi medici nei confronti di pazienti affetti da vere e gravissime patologie, beh, a questo facciamo davvero fatica ad abituarci.

Accade ad Ancona dove un circolo di falsi medici e falsi professionisti, “capeggiati” da una biologa marchigiana, promettevano, dietro esosi compensi economici, guarigioni miracolose con boccettine di acque dei vari santuari mariani, come quelli di Lourdes o Fatima. Trentanove sono le  persone denunciate dalla Procura della Repubblica di Ancona con l’accusa di associazione per delinquere, truffa, lesioni ed esercizio abusivo della professione.

I dettagli dell‘Operazione Acque Bianche

L’operazione, ribattezzata “Acque Bianche”, condotta dai Nas e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, ha emesso provvedimenti di perquisizione e sequestro a carico di quattro persone, tra cui lo studio ubicato proprio nel capoluogo marchigiano e diretto dalla biologa e da una serie di suoi collaboratori dislocati su tutto il territorio provinciale.

Sono circa 500 i pazienti che si sono rivolti alla dottoressa, chiedendole un aiuto terapeutico con “Le acque della Luce Bianca”, che la biologa aveva spacciato come soluzione miracolosa anche per le patologie più gravi, come i malati di cancro. I pazienti-vittime, di tutte le fasce d’età e di ogni estrazione sociale, pagavano dai 100 ai 200 euro per un flaconcino con acqua proveniente dai santuari della Madonna di Lourdes, di Fatima e, per giunta, di Medjugorie.

Le indagini hanno permesso di smascherare una vera e propria associazione a delinquere che, mescolando religione, superstizione e, purtroppo, ignoranza, approfittava delle ultime speranze dei malati e dei rispettivi parenti, con l’intento di creare un giro d’affari milionario.

Il ruolo chiave della biologa marchigiana

Attraverso la pubblicità online e un efficace passaparola, il team dei falsi medici girava in tutta Italia e fissava appuntamenti nello studio marchigiano della biologa, che da vera esperta in materia, visitava e prescriveva una o più boccette di acqua santa ai malcapitati.

La teoria sulla quale si basava la spiegazione medica era quella di una nuova tecnica innovativa in grado di “riarmonizzare la materia” attraverso le presunte “frequenze” sprigionate dalla acque benedette. Inoltre, per rendere tutto più scientificamente veritiero, la biologa, teneva degli speciali “aggiornamenti”, durante i quali educava i suoi adepti all’uso dell’astrologia e della religione nell’opera di guarigione dei pazienti. Peccato che nessuno dei suoi adepti avesse le qualifiche necessarie per esercitare la professione medica.

I Nas, infine, tra Ancona, Milano, Venezia e Bari sono stati posti sotto sequestro quattro locali adibiti a studi medici e un laboratorio in cui venivano preparati i flaconi con le “medicine”, per un totale di circa 3milioni di euro di proprietà immobiliari. Sono state sequestrate dai Nas anche 4mila flaconi e fiale di acqua, un pc e varia documentazione.

Federica Palmisano