Taranto, 01 Febbraio – Puntata con guest star nell’ennesimo episodio processuale per il delitto di Avetrana. Ascoltato oggi in aula, a Taranto, il bello, Ivano Russo, oggetto del desiderio conteso di Sabrina Misseri, probabilmente elemento chiave nel movente che l’avrebbe portata ad uccidere la cugina Sarah Scazzi, il 26 agosto del 2010.

La deposizione, davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto, è’ iniziata alle 10 di stamane ed è stata interrotta verso le 16 per una seconda pausa, dopo una prima, più breve, in apertura. Ivano è apparso per quasi tutto il tempo un fiume in piena, ha detto tutto, o almeno così è sembrato, anche se a tratti gli è costato un po di imbarazzo e visibile nervosismo.

La deposizione di Ivano Russo

A suo avviso, un’amicizia era il sentimento che lo legava a Sabrina, ma soprattutto la convinzione di non volere di più. Mentre Sarah era solo una bambina, una ragazzina bisognosa d’affetto e che aveva bisogno di protezione.

«Ho conosciuto Sabrina e Sarah nel dicembre 2009. Con Sabrina inizialmente ho instaurato un rapporto di amicizia, Sarah era più piccola e con lei ci voleva particolare attenzione perché la nostra comitiva era di adulti».

Il rapporto con Sabrina Misseri

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Poi il testimone si concentra sul suo rapporto con Sabrina, ammettendo che a pochi giorni dal delitto qualcosa era cambiato: «Con Sabrina si instaurò mano a mano un rapporto confidenziale. Ad un certo punto però vidi da parte sua atteggiamenti ambigui, complimenti che andavano oltre. Le ho chiesto se per lei era ancora amicizia o qualcos’altro, e lei mi disse che era amicizia. Ma pochi giorni prima che Sarah morisse ho deciso di troncare il rapporto perché non mi convinceva, e mi sono allontanato anche per non farla soffrire».

Il magistrato gli ha chiesto di approfondire un incontro tra lui e Sabrina avvenuto in auto nell’estate del 2010 durante il quale iniziò un rapporto sessuale interrotto da lui: Russo ha spiegato che l’allontanamento di Sabrina dopo quell’incontro era determinato proprio dall’esigenza di evitare che diventasse qualcosa di più di un rapporto di amicizia. Il pm ha chiesto al testimone di spiegare anche il tipo di rapporto che la vittima aveva con lui e con gli altri componenti della comitiva.

Inoltre dall’interrogatorio è stato confermato l’enorme numero di messaggi che Ivano Russo e Sabrina Misseri si sono scambiati prima e dopo la scomparsa di Sarah ma il giovane spesso ha spiegato di non ricordare il contenuto di quei messaggi.

Un’altra conferma è arrivata sul fatto che subito dopo la scomparsa di Sarah, Sabrina confidò a Ivano che esisteva un diario della 15enne nel quale emergeva un interesse affettuoso della vittima verso lo stesso Ivano e sul fatto che il diario non era stato consegnato ai carabinieri, di intesa con la madre di Sarah, Concetta Scazzi.

Ivano e Sarah

Infine del suo rapporto con Sarah Scazzi avrebbe dichiarato: «Con Sarah avevo un buon rapporto. La mia impressione è che sentisse la lontananza di padre e fratello, che erano lontano per lavoro, e mi vedesse forse come figura paterna. Spesso voleva essere abbracciata, e la abbracciavo. Una delle ultime volte che mi abbracciò mi disse ‘Ti voglio bene’ e io le dissi ‘Anch’io ti voglio bene’».

Un bene che secondo l’accusa le sarebbe costato la vita, che avrebbe scatenato l’ira di Sabrina Misseri, non solo gelosa ma proprio ossessionata dal ragazzo. Un amore non corrisposto e dei fraintesi che l’avrebbero uccisa.

Alessandra Scarciglia