GROSSETO, 28 GENNAIO – L’Unione Sindacale Capitani assolve il comandante Francesco Schettino sostenendo che la sua è stata solo “sfortuna” in quanto “in crociera l’inchino è una pratica usuale, sono stupidaggini che si fanno per far divertire i passeggeri”.

Pietro Gardella, consigliere dell’unione sindacale capitani, ha poi rivolto parole poco dolci a De Falco che la notte del naufragio della Concordia coordinò le operazioni di salvataggio. Il consigliere ha affermato: “De Falco ha detto a Schettino di andare a bordo ma era impossibile, c’era una sola biscaglina da cui stavano scendendo i passeggeri, per salire avrebbe dovuto fermare il flusso dei naufraghi. Ha fatto una cosa disdicevole divulgando divulgando ai quattro venti una frase sensibile che doveva essere messa a disposizione solo della magistratura. Eroe del …

È forte e “fuori dal coro” la posizione assunta dall’unione sindacale capitani che assolve chi da tutti è indicato come il colpevole e condanna chi, per l’opinione pubblica, è un eroe.

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LA GUERRA DEI RISARCIMENTI – Le vittime del naufragio hanno creato un comitato dei naufraghi siciliani che si dice “indignato” sia per l’offerta di risarcimento di 11mila euro pro capite avanzata  da Costa Crociere che per l’atteggiamento detenuto dalle 16 organizzazioni che, invece di tutelare i consumatori, hanno accettato una cifra così bassa.

L’avvocato Francesco Fiorillo, difensore del comitato naufraghi, si augura che la proposta non venga accettata da nessuno dei passeggeri della Concordia. A ciò si aggiunge la richiesta di indennizzo di 450mila dollari (350milioni di euro) dei sei passeggeri provenienti da Miami; l’angoscia che hanno provato quella notte è stata tale da meritare un cospicuo risarcimento.

Oggi a causa del mare mosso sono state sospese le operazioni di svuotamento dei serbatoi che potranno iniziare domani se le condizioni metereologi che miglioreranno.

Anna Filannino