Il 27 Gennaio del 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa scoprirono l’agghiacciante campo di concentramento di Auschwitz e di conseguenza il terrificante orrore del genocidio nazista. Una data che non potrà mai essere cancellata. Una pagina di storia terribile, triste e mostruosa di cui facciamo parte anche noi italiani.

Dal 2000 il Parlamento Italiano con una legge apposita ha stabilito che il 27 Gennaio fosse riconosciuto come il Giorno della Memoria, per commemorare i milioni di vittime ( bambine, donne, uomini, omosessuali) che persero la vita nei campi di sterminio nazista.

Un giorno indetto per far si che questa strage possa giungere ai posteri ed essere conosciuta dalle generazioni future in modo che certe cose non succedano mai più.

L’Olocausto, il cui termine significa sacrificio, deriva dalla parola greca “olocausto” che significa “bruciato interamente” e descrive al meglio quello che fu il genocidio che gli ebrei patirono da parte del Terzo Reich e dai suoi alleati ( Italia compresa) durante la Seconda Guerra Mondiale.

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Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha oggi ricordato questa tragedia così : ” Ricordare, miglior antidoto contro negazionismo, intolleranza e violenza“.

La Giornata della Memoria ha diverse finalità. Se da un lato è nata per ricordare questa tragica pagina di storia, dall’altro ha un alto significato etico mirante all’educazione delle giovani generazioni al rispetto reciproco, al rispetto del diverso contro ogni tipo di discriminazione.

Numerosissime sono le iniziative, le mostre, convegni e iniziative editoriali pianificate in tutta Italia. Per esempio ieri a Milano si è svolta la cerimonia commemorativa presso il Memoriale della Shoah, a cui hanno partecipato il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli e il sindaco Pisapia. Proprio durante la cerimonia è stata mostrata la prima targa commemorativa dedicata a tutti quei convogli partiti dal binario 21, che conducevano verso i lager nazisti.

Durante il Terzo Reich la follia di Hitler organizzò ben tre lager : Auschwitz, Birkenau e Monowitz. Qui trovano la morte milioni di ebrei e con essi omosessuali, rom, disabili.

Il Tribunale di Norimberga parla chiara e ha indicato in sei milioni il numero delle vittime di questa insana follia tedesca nata per sterminare colui che era visto e considerato come diverso.

Proprio facendo riferimento all’odio che molti nutrono verso il diverso, risultano fondamentali le parole di Aldo Pavia, ex presidente dell’Associazione Nazionale ex deportati politici nazisti:

Lo sterminio nacque da un pregiudizio sempre in agguato, lo stesso che ha portato alla pulizia etnica in Bosnia : è l’idea di discriminare qualcuno per il posto dove è nato o per la lingua che parla. Prendete una qualsiasi scritta razzista sulla panchina di un parco, portate alle estreme conseguenze la sua logica, e all’ultimo anello della catena troverete Auschwitz“.

Credo che le parole di Primo Levi, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, siano le migliori per ricordare quanto successe in quei lager. Parole che suonino alle nostre orecchie come memoria. Per non dimenticare mai. Oggi. Domani. Sempre.

Emanuele Ambrosio