NEW YORK, 28 GENNAIO – Giro di vite dell’Fbi che, dopo aver chiuso l’interruttore a Megaupload, sposta ora la sua attenzione sui principali social network della rete come Facebook o Twitter, proclamando la sua intenzione di monitorare attentamente i vari contenuti pubblicativi.

La notizia arriva in un documento pubblicato il 19 Gennaio dell’Fbi, contenente un nuovo piano di monitoraggio delle reti sociali che sarebbe  appositamente studiato per prevenire eventuali minacce alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’intenzione dell’agenzia investigativa federale sarebbe quella di arrivare a creare una rete di preallarme che, a seguito della scansione dei contenuti pubblici basata sull’individuazione di termini sensibili, arrivi ad identificare, isolare e quindi localizzare eventuali minacce o comunque attività sospette. Il programma sarà d’aiuto per le operazioni di pianificazione, analizzando i registri delle attività quotidiane in modo da arrivare a creare dei modelli di vita.

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Anche Cia e Darpa, l’ente di ricerca della difesa U.S.A., hanno programmi del genere al vaglio in questo momento, che si differenzierebbero da quello dell’Fbi per il fatto che quest’ultimo è focalizzato a rilevare minacce interne al paese, ove insomma ricade la giurisdizione del Bureau, presentandosi anche come un utile strumento di lotta alla criminalità.

Non serve dire che si sono levate immediate ed aspre le polemiche: un’azione del genere è vista come fortemente lesiva del diritto alla privacy del comune cittadino, istanza fortemente sentita negli States come nel resto del mondo. Secondo Jennifer Lynch della Electronic Frontier Foundation il concetto stesso di pubblico potrebbe uscire ridimensionato da quest’attacco, il rischio sarebbe che i dati raccolti vengano immagazzinati per anni, andando a formare veri e propri profili degli utenti.

Matteo Borile