Venticinque arresti. Maxi blitz della polizia per gli scontri di Luglio in val di Susa, la guerriglia tra No-Tav e agenti che portò oltre 220 feriti. L’operazione ha coinvolto 15 province, dal Piemonte alla Sicilia. Tra gli indagati anche due ex terroristi. Cresce la tensione nei centri sociali.

CHIAMONTE, 26 GENNAIO – Quelle del 27 giugno e del 3 luglio dell’anno scorso, furono giornate di autentica guerriglia in Val di Susa. Dopo sei mesi di indagine, basati soprattutto su riprese video e fotografie, questa mattina sono stati eseguiti 25 arresti e altri 15 provvedimenti cautelari, tra arresti domiciliari e obbligo di dimora, nei confronti di manifestanti che risiedono in 15 diverse province italiane, dal Piemonte alla Sicilia.

Gli arresti hanno coinvolto presunti responsabili di quei tafferugli esplosi in coincidenza dell’apertura dei cantieri della Tav di Chiamonte, in val di Susa.

Le persone, attualmente in carcere, appartengono all’area radicale del movimento No Tav dei centri sociali di Milano e Torino, ma ci sono anche due persone che in passato hanno militato in organizzazioni terroristiche, una risiede nel torinese, l’altra in provincia di Pistoia.

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Gli incidenti dell’estate 2011 furono particolarmente intensi e violenti con 200 feriti tra le forze delle ordine e una ventino tra i manifestanti.

Nessun reato di tipo associativo è stato contestato agli arrestati, ma diversi episodi specifici di violenza e danneggiamenti. Tra le persone arrestate spicca un noto consigliere della val di Susa. Oggi, alcuni esponenti No Tav hanno presidiato la sua abitazione per protestare contro il blitz della polizia.

Redazione Tg24