BOLOGNA, 26 GENNAIO – La situazione del sud Italia è divenuta insostenibile. Da quando è iniziato lo sciopero lunedì proveniente dalla Sicilia, sono venuti a mancare tutti i rifornimenti nella stragrande maggioranza delle regioni meridionali. Già ieri quasi tutti i distributori di carburante erano chiusi per mancanza di rifornimenti dopo le lunghe file dei cittadini nei giorni scorsi. Da oggi anche i supermercati stanno accusando duramente il colpo: mancano i generi di prima necessità e quel poco che rimane sugli scaffali ha subito un aumento di prezzo vertiginoso.

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Anche l’industria sta subendo pesanti danni: la Fiat è già al terzo giorno di chiusura per tutti gli stabilimenti del sud. Non sono mancati neanche momenti di tensione tra gli stessi autotrasportatori, quest’oggi in Puglia nei pressi del casello di Andria.

Le istituzioni stanno assicurando l’Europa che la circolazione delle merci tornerà nella norma al più presto. Nel frattempo anche il segretario generale della Cgil Camusso ha chiesto il ripristino della normalità visti i forti aumenti dei prezzi per i cittadini. Promesse di stop delle proteste anche dalle sigle sindacali del settore trasporti, le quali però non assicurano la fine delle proteste da parte di tutti i manifestanti.

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Fabrizio Astone