BOLOGNA, 23 GENNAIO – La protesta del ‘Movimento dei Forconi‘ ha concesso una tregua in Sicilia, ma è sbarcata in tutta Italia con pesanti disagi e presidi degli autotrasportatori da nord a sud. Situazione critica sulla tangenziale di Torino e su ampie zone dell’A4 Milano-Venezia. I tir hanno bloccato le uscite di Bergamo, Capriate e Dalmine ostacolando l’ingresso in autostrada.

Forti disagi in Liguria, Marche, basso Lazio, Campania, Calabria e Puglia.

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Rallentamenti e code all’uscita di Genova Bolzaneto e sul raccordo all’A10 Genova-Ventimiglia e Genova-Milano. Nel Lazio blocchi sull’A1 in zona Frosinone e Anagni. Nelle Marche bloccato il casello di San Benedetto del Tronto.

In Campania chiuse tutte le uscite di Capua e Santa Maria Capo a Vetere. In Calabria i mezzi pesanti stanno presidiando i punti strategici della viabilità: gli svincoli dell’A3, la statale 106 con situazioni critiche a Crotone e Belcastro verso Catanzaro.

Neppure la Puglia è stata risparmiata. Camion fermi in entrata e in uscita sull’A14 e l’A16, e sulla tangenziale di Bari lunghissime code in prossimità degli ingressi in città.

L’INTERVISTA

“Sono iniziative spontanee che, a mio giudizio, sono destinate a risolversi nel giro di quattro ore”, ha dichiarato Paolo Uggé segretario di Fai ConfTrasporti. “Bisognerebbe dire ai trasportatori che chi li sta fomentando, dicendo che le soluzioni di quei problemi non ci sono, è una grossa bugia”. A Uggè ha risposto Sebastiano Fiumi, rappresentante di Trasporto Unito: “Noi vogliamo essere ascoltati. Vogliamo essere partecipi di questo progetto ‘Cresci Italia’. Chiediamo delle regole giuste, poche e certe. Chiediamo di poter interloquire con chi è interessato ad un progetto di crescita dell’Italia che parte dal riconoscimento del valore del servizio trasporto. E’ fondamentale per l’Italia. Chiediamo, come tutte le aziende, di avere costi minimi applicati e riconosciuti. Due tempi di pagamento, perché non c’è nessuna azienda capace di sopravvivere se non ha la possibilità di programmare a partire dal costo del suo prodotto e a partire dalla certezza di aver il riconoscimento del servizio che rende”.

Redazione