GROSSETO, 20 GENNAIO – Si complica ulteriormente il quadro indiziario a carico del timoniere della Concordia. L’interrogatorio del comandante Schettino si è concentrato soprattutto sulla ricostruzione delle manovre fatte, a suo avviso, per salvare la nave. Il sopralluogo dei carabinieri subacquei, però, ha messo in discussione quanto affermato dall’indagati in quanto i rilievi effettuati fanno presumere che le due ancore siano state gettate quando la nave era già ferma. Per il procuratore Verusio “L’eccessivo avvicinamento all’isola potrebbe essere attribuito ad una dimostrazione di bravura di Schettino. Una sfida”.

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Molti si sono interrogati sull’affidabilità dell’uomo scelto da Costa Crociere per comandare una delle sue navi, al quesito ha risposto il numero uno della compagnia, Pier Luigi Foschi, sostenendo di non aver mai avuto sospetti “Sempre considerato molto valido tecnicamente… ma potrebbe avere qualche piccolo problema caratteriale, ancorchè nulla di emerso a livello formale”.

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Notevole è il disaccordo tra la ricostruzione dei fatti fornita dall’imputato e quanto emerso dai rilievi effettuati sul luogo dell’incidente per cui questa mattina la procura depositerà il ricorso contro l’ordinanza di scarcerazione emanata dal gip.

In merito a questa decisione il procuratore Verusio ha ritenuto opportuno precisare “non esiste scontro tra i magistrati, ma solo punti di vista diversi”.

Anna Filannino