MADRID, 19 GENNAIO – “Pepe è un idiota. Certe volte la gente fa davvero innervosire”. Glissa così Wayne Rooney dal suo profilo Twitter, a seguito della tacchettata rifilata volontariamente a Leo Messi da parte del numero 3 madridista. Glaciale la risposta di Guti, ex centrocampista del Real: “Rido di Rooney. Di santi ce ne sono tanti, però in cielo. Se vuole essere santo, che predichi con l’esempio, compiere azioni scorrette è umano”.

Una vera e propria guerra a colpi di “tweet” e post su Facebook, ma l’argomento non è il risultato della partita, che una volta di più ha dimostrato la supremazia del Barça sulla “casablanca”, si parla solo di Pepe.

Già perché se fossimo alle Olimpiadi, nella finale dei 100 metri stupidità, il difensore del Real sbancherebbe tutto aggiudicandosi il podio intero senza rivali, trionfando con una tripletta di “eroici gesti” degni di censura al pari del peggior film a luci rosse. E di minuto in minuto alza l’asticella del coefficiente di difficoltà, passando dall’intervento da tergo su Busquets (medaglia di bronzo), alla deplorevole simulazione su una presunta manata ricevuta da Fabregas (medaglia d’argento), fino ad arrivare all’apoteosi delle idiozie, medaglia d’oro e record del mondo: Messi è a terra e lui gli passa vicino, pensando bene di passeggiare letteralmente sulla mano del malcapitato argentino. L’arbitro non vede e Pepe decide giustamente di andare addirittura a protestare per il fallo fischiato in precedenza dall’arbitro. Scena da proporre a Dario Argento per il suo prossimo film.

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Nonostante tutto si cadrebbe in errore a parlare solo del “killer instinct” del brasiliano naturalizzato portoghese, e spazio dunque alla vera notizia della giornata: il Barça trionfa, ancora, in casa madridista.

1-2 è il risultato, ma potrebbe essere tranquillamente la proporzione delle forze in campo. La banda di Guardiola è celestiale, quella di Mourinho sembra prendere di nuovo le sembianze di un esercito di macellai.

Non mentiva dunque, Pep Guardiola, quando in conferenza stampa diceva di voler giocare per vincere nonostante l’inserimento di qualche riserva.

I blaugrana passano in svantaggio, ma la cosa non sembra preoccupare più di tanto gli 11 “E.T” del tecnico catalano. Le trame sono le solite, il risultato pure: semifinale messa in banca, con ancora l’incontro di ritorno da disputare.

E Mourinho? Quando si presenta in conferenza stampa, sembra abbia visto un fantasma. E l’accostamento non è tanto sbagliato, visto che ancora una volta si è materializzata davanti a lui l’inevitabile dipartita, al cospetto dei regali blaugrana di mister Pep. Dice: “La vittoria ha molti padri e la sconfitta solo uno. Quello sono io, ci è già successo nelle finali di Supercoppa. Io capisco sempre i tifosi del Real ed il ‘madridismo’, però non li ascolto, né prima né dopo”.

Chissà cosa staranno pensando i tifosi del Real, appresa la notizia che uno Special One non basta a battere 11 marziani.

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Leonardo Brunetti