GROSSETO, 19 GENNAIO – Gli interrogatori in procura a Grosseto sono ripresi stamattina. Contro il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ci sono cinque testimoni d’accusa. Sono cinque suoi ufficiali di bordo che hanno raccontato agli inquirenti della sua decisione di avvicinarsi alle coste dell’Isola del Giglio, per il classico inchino.

“Manovra gravemente imprudente e sconsiderata”, la definisce il gip di Grosseto nell’ordinanza che ha concesso al comandante anche gli arresti domiciliari nella sua abitazione di Sorrento. Dopo l’interrogatorio di ieri Schettino ha fatto rientro a casa, ma la sua posizione processuale resta immutata. Restano l’imperizia e la negligenza descritte dal giudice. Resta la condotta colposa per aver provocato un disastrosi proporzioni bibiliche.

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Il legale del comandante all’uscita dalla Procura ha dichiarato che il capitano ha risposto a tutte le domande. Dinnanzi ai magistrati Schettino avrebbe confessato di non essersi reso conto della situazione, ma i suoi ufficiali hanno fornito una diversa versione: “Lo avevamo avvertito che l’acqua era entrata nella sala macchine della Concordia”. Nonostante questo l’Sos di emergenza è stato lanciato in ritardo e la procura indaga anche su questo, insieme ai tempi dell’evacuazione

Nel paese natale di Francesco Schettino non c’è molta voglia di parlare, nonostante la vita dei residenti sia caratterizzata dal mare e dal vento. Davanti all’abitazione del comandante della Costa Concordia regna il silenzio.

Redazione