BOLOGNA, 19 GENNAIO – WhatsApp, l’applicazione di messaggistica più “popolare” della rete, è scomparsa dall’App Store. E’ questa la notizia che alcuni giorni fa, con velocità virale, inizia a diffondersi in internet.

Fatta eccezione per uno scarno comunicato postato su Twitter, nessuna spiegazione dell’azienda produttrice segue il misfatto. Basta questo a far scoppiare un vero e proprio caso tra gli “App-assionati” utilizzatori di WhatsApp.

Non sorprende la portata mondiale della notizia dato che il servizio di messaggeria gratuita ha recentemente abbattuto il muro del miliardo di messaggi scambiati quotidianamente e la sua scaricabilità a titolo gratuito la rende l’applicazione più fortunata del web.

A sorprendere è essenzialmente la falla di informazione.

Le voci iniziano ad inseguirsi frenetiche e sostanzialmente si dividono in tre “scuole di pensiero”. La prima, semplice e pragmatica, concretizzava le paure di molti: passaggio dell’applicazione da “gratuita” a “a pagamento”. La seconda, più tagliente, sostiene che la Apple voglia far fuori la concorrenza per spianare la strada al suo servizio iMessages incluso nella versione 5 di iOS.“Last but not the least” la terza ipotesi sembra anche la più probabile: sono state rinvenute delle debolezza nel protocollo WhatsApp da cui deriverebbero seri problemi legati alla sicurezza ed alla privacy degli utenti.

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Da ieri però, silente come al momento della sparizione, WhatsApp ritorna disponibile con il numero di versione 2.6.9 e senza significativi cambiamenti nelle funzionalità.

Ancora nessuna comunicazione ufficiale a sgomberare il campo dalle fosche tinte di cui la scena si è colorata. Di sicuro gli iter di approvazione della nuova versione da parte di Apple hanno favorito questo “horror vacui” di cui si è alimentato il caso.

Una cosa è certa: la faccenda ancora non può ritenersi chiusa.

Gli utenti, per ora, tirano un sospiro di sollievo: WhatsApp resta gratis!

Raffaele Sebastiano Rosa