PORTO SANTO STEFANO, 18 GENNAIO – Arresti domiciliari per Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia. a deciderlo è stata Valeria Montesarchio, Gip del tribunale di Grosseto sostenendo che “non si può mandare in carcere una persona solo per l’opinione pubblica”.

Francesco Verusio, procuratore capo di Grosseto – venuto a conoscenza dell’imminente trasferimento del capitano nella sua abitazione di Piano di Sorrento – ha manifestato il suo stupore commentando “non lo capisco il provvedimento del Gip, sono curioso di leggere le motivazioni. Quando leggerò il provvedimento del Gip vorrò capire perché da un lato non ha convalidato il fermo mentre dall’altro ha applicato comunque una misura cautelare, anche se è quella dei domiciliari”.

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Schettino è stato interrogato per più di tre ore dal Gip ed ha sostenuto di non aver abbandonato la nave bensì di essere caduto in mare a causa dello sbandamento di 90gradi della stessa dovuto all’impatto con lo scoglio.

Tuttavia la sua versione dei fatti non ha modificato l’impianto accusatorio: omicidio, naufragio ed abbandono della nave. Fondamentale per la formulazione delle accuse è stata la telefonata intercorsa la notte della tragedia tra l’imputato ed il capitano Gregorio De Falco che, fortemente adirato per la cattiva condotta del suo collega, ad un certo punto gli ha detto “Ora comando io e le ordino di salire a bordo e coordinare i soccorsi da lì”.

È ancora incerto il numero dei dispersi; sale il numero delle vittime: ritrovati altri 5 cadaveri.

Continuano le operazioni di ricerca nella speranza di trovare qualche passeggero ancora vivo. Da domani mattina una ditta specializzata, con l’ausilio di macchinari speciali, dovrebbe iniziare ad asportare il carburante facendo attenzione a non far spezzare la nave.

Anna Filannino