GROSSETO, 18 GENNAIO – Gli audio delle due telefonate intercorse tra l’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio Maria De Falco, sono al vaglio dei magistrati che stanno indagando sulla tragedia dell’affondamento della nave da crociera Costa Concordia, avvenuta all’Isola del Giglio la sera dello scorso venerdì 13 gennaio.

L’ex comandante Schettin, durante le tre ore di interrogatorio dinnanzi al gip Valeria Montesarchio, al procuratore capo Francesco Verusio e a tre sostituti procuratori, ha ammesso di aver sbagliato la manovra di avvicinamento all’isola del Giglio, ma si difende, assistito dal suo avvocato Bruno Leporatti, di non aver mai abbandonato la nave, ma di essere caduto nella scialuppa di salvataggio. “Non sono fuggito, sono caduto nella scialuppa – ha dichiarato Schettino nell’interrogatorio di garanzia” – “Stavo aiutando i passeggeri quando il meccanismo di discesa si è inceppato e mi sono trovato nella scialuppa. Non potevo risalire a bordo” –  si è difeso l’ex comandante – “perché non c’erano le condizioni per poterlo fare”.

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Il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha scarcerato Schettino variando la misura cautelare con quella degli arresti domiciliari, poiché non sussiste il pericolo di fuga, ma sussiste il pericolo di inquinamento delle prove: questa la motivazione dei domiciliari per Schettino, da scontare a Meta di Sorrento, dove l’indagato risiede.

“La gravità del comportamento colposo del comandante – si legge nell’ordinanza del gip – è riscontrabile dall’inizio, con l’ordinare e mettere in atto la sconsiderata manovra di eccessivo avvicinamento all’isola, nella fase dell’ impatto, con il sottovalutare il danno prodotto nella parte vitale della Costa Concordia e nella fase immediatamente successiva all’impatto, con il ritardo dei segnali di allarme e comunque di segnalazione alle autorità costiere dell’effettiva situazione in cui si trovava la nave”. La procura di Grosseto non è d’accordo con la decisione del Gip di Grosseto  e si preannuncia un ricorso al Tribunale del Riesame. “Il comandante Schettino è uno scellerato”, queste le parole forti del procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, ospite di Radio 24, sulla la decisione del gip di concedere i domiciliari all’imputato: “Abbiamo motivo per credere che lui si possa sottrarre alle proprie responsabilità”.

Federica Palmisano