BOLOGNA, 17 GENNAIO – I questi giorni in Val Padana l’inverno è tornato su binari climatici più consoni al periodo ed è arrivata finalmente la neve. Almeno così si era creduto finche non si è vista da vicino la neve caduta. Brescia, Milano, Verona sono le maggiori città che hanno avuto modo di osservare il fenomeno della neve chimica.

Le precipitazioni nevose come hanno spiegato dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del CNR si sono sviluppate a causa del diffuso inquinamento atmosferico.

In pratica le particelle in sospensione aerea, prodotte a livello industriale, tra le quali: il solfuro e l’ossido di rame, gli ioduri di mercurio, piombo e cadmio, i silicati ed altri, avrebbero una struttura fisica idonea a produrre fiocchi.

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Ciò che accade, quindi, è analogo a ciò che succede alle molecole d’acqua che si trovano naturalmente nell’atmosfera durante la stagione fredda, cioè congelamento a basse temperature e caduta sottoforma di cristalli di neve.

Ai cittadini basiti dal fenomeno, è stato detto che non sussistono pericoli sanitari ed in assenza di condizioni meteo che apporterebbero vere e proprie precipitazioni di neve, il fenomeno certamente continuerà.

Quello che certo è che questa nevicata sintetica è un segno dei tempi. Tempi un pò artificiosi. Sarebbe il caso di cominciare ad interrogarsi su dove termina la loro corsa mentre aspettiamo che le autorità competenti, prendano decisioni sulle contromisure da adottare.

Luca Brandetti