ROMA, 17 GENNAIO – Trovato impiccato uno dei due marocchini ricercati per l’omicidio del commerciante cinese Zhou Zeng e di sua figlia Joy, avvenuto il 4 gennaio a Roma, nel quartiere Tor Pignattara. L’hanno trovato appeso a un gancio in un casolare alla periferia nord di Roma: Mohammed Nasiri, 30 anni.

Il cadavere è stato scoperto ieri, ma la morte risalirebbe almeno a quattro giorni fa. Il marocchino, con precedenti per rapina e altri reati, è stato identificato attraverso le impronte digitali. Nessuna notizia dell’altro ricercato, anch’egli marocchino e pregiudicato, che potrebbe trovarsi già all’estero. La sua identità è comunque mantenuta segreta. Il marocchino avrebbe ingerito del veleno per topi, ma bisognerà aspettare il risultato dell’autopsia per saperne di più.

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Secondo la Procura, per il momento non sembrano esserci dubbi sull’ipotesi che si tratti di suicidio. Intanto nel quartiere qualche voce comincia a circolare: qualcuno vocifera che sia la mafia cinese.

Diversi abitanti dicono che “Sono arrivati prima loro”, ma la portavoce della comunità cinese romana non ci sta. “Siamo sgomenti. Non abbiamo mai desiderato la sua morte, noi non siamo animali. Anche noi vogliamo la verità su quello che è successo a questo ragazzo. Siamo stanchi di sentire voci secondo cui sarebbe stata la mafia cinese a ucciderlo. Se un cinese lo avesse incontrato, lo avrebbe linciato. Figurarsi portarlo in un capanno e fargli ingerire veleno per topi”, ha detto la portavoce della comunità cinese a Roma, Lucia King. Mentre la sorella del commerciante ucciso ha detto: “Siamo sempre afflitti dal dolore e speriamo che ora catturino l’altro assassino, ma la notizia ci ha dato un certo sollievo”.

Sabrina Brandone