PORTO SANTO STEFANO, 16 GENNAIO – Si aggrava la posizione di Francesco Schettino, capitano comandante della Costa Concordia, accusato attualmente della tragedia, e che secondo alcuni testimoni si sarebbe intenzionalmente avvicinato alla costa e una volta avvenuto l’impatto avrebbe abbandonato la nave.

Sembra che il comandante abbia commesso errori di giudizio che hanno avuto gravissime conseguenze: la rotta seguita dalla nave è risultata troppo vicina alla costa, e sembra che le sue decisioni nella gestione dell’emergenza non abbiano seguito le procedure di Costa Crociere che sono in linea e, in alcuni casi vanno oltre, gli standard internazionali”.

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Costa Crociere dal canto suo fa sapere  l’operato finora impeccabile del comandante: “Il Comandante Francesco Schettino, che era al comando di Costa Concordia, è entrato in Costa Crociere nel 2002 come ufficiale responsabile della sicurezza e promosso comandante nel 2006, dopo essere stato comandante in seconda. Come tutti i comandanti della flotta egli ha partecipato ad un continuo programma di aggiornamento e addestramento ed ha superato positivamente tutte le verifiche di idoneità previste”.

Mentre il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, spiegando il provvedimento di fermo per il capitano ha dichiarato “Abbiamo temuto la fuga del comandante Schettino, abbiamo pensato potesse sottrarsi alle sue responsabilità. Abbiamo optato per il fermo seguendo una nostra ipotesi relativa a un possibile pericolo di fuga del comandante perché navigando da molti anni ha toccato vari porti in tutto il mondo e avrebbe potuto fuggire all’estero”. Anche così il procuratore Verusio, ha spiegato il fermo in carcere di Francesco Schettino, che domani o mercoledì sarà sentito dal gip nell’udienza di convalida.

Alessandra Scarciglia