PORTO SANTO STEFANO, 16 GENNAIO – A 48 ore circa dal disastro, sale a sei il bilancio delle vittime accertate del naufragio della nave da crociera Costa Concordia, di fronte all’isola del Giglio. Un bilancio destinato probabilmente a salire ancora, poiché i numeri ufficiali parlano di una decina di dispersi.

I vigili del fuoco, che hanno lavorato instancabilmente tutta la notte, hanno ritrovato il cadavere di un uomo, a bordo della nave in una parte non invasa dall’acqua. L’uomo indossava il giubbotto salvagente ed era un passeggero.

Nella giornata di ieri i sommozzatori avevano trovato altri due cadaveri: i corpi rintracciati appartengono a due uomini anziani, un cittadino italiano, il sardo Giovanni Masia e uno spagnolo, Gual Guillermo. Anche i due passeggeri ritrovati cadaveri indossavano il giubbotto di salvataggio e per recuperare i corpi delle due vittime, i sommozzatori hanno dovuto rompere un vetro e tagliare le cinghie dei salvagente. I soccorritori continuano a lavorare senza sosta alla ricerca dei dispersi.

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In salvo anche Manrico Giampetroni, il commissario capo della nave, già proclamato eroe: infatti, la sera della disgrazia è corso in aiuto ai tantissimi passeggeri presi dalla paura e dal panico, aiutandoli a raggiungere le scialuppe per mettersi in salvo. Poi è tornato all’interno della nave per controllare se c’era qualcun altro in pericolo ed è scivolato, rompendosi la gamba: “Ho sempre sperato nella salvezza” ha detto Giampetroni ai pompieri quando l’hanno soccorso e portato via. “Avevamo paura di morire di fame e di freddo, temevamo che nessuno ci sentisse”, sono invece le parole di alcuni passeggeri soccorsi in extremis da Giampetroni.

Sabrina Brandone