TARANTO, 10 GENNAIO – Oggi 10 Gennaio 2011 a Taranto ha avuto inizio il processo per il delitto della piccola Sarah Scazzi uccisa a soli 15 anni il 26 Agosto 2010 ad Avetrana; il corpo fu ritrovato, seguendo le indicazioni dello zio Michele Misseri, tra il 6 ed il 7 ottobre dello stesso anno in un pozzo nelle campagne alle porte del paese.

Per l’omicidio sono in carcere Cosima (dal 26 Maggio 2011) e Sabrina (accusata dal padre Michele, dal 15 Ottobre 2010), entrambe sono accusate di: omicidio volontario- sequestro di persona – soppressione di cadavere – e furto del telefonino di Sarah. Sabrina Misseri, inoltre, è accusata di calunnia ai danni dell’ex badante di casa Scazzi.

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Oggi le due donne hanno presenziato in tribunale. Cosima, vestita di nero, ha seguito il processo appoggiata alle sbarre della gabbia in cui c’era anche Sabrina; la ragazza è più volte scoppiata in lacrime ed è apparsa significativamente  provata dal carcere non solo psicologicamente ma anche fisicamente in quanto è notevolmente dimagrita.

In aula come imputato anche Michele Misseri accusato di soppressione di cadavere. L’uomo l’8 Gennaio ha dichiarato: “ Credetemi se le due innocenti non escono mi butto io nel pozzo e poi voglio vedere se saranno bravi a trovarmi”.

Gli altri imputati sono: Carmine Misseri e Cosimo Cosma accusati di soppressione di cadavere. Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro, Cosima Provenzano e Vito Russo con l’accusa di favoreggiamento. Vito Russio (ex legale di Sabrina) è stato accusato anche di intralcio alla giustizia.

In aula anche Concetta, mamma della piccola Sarah che, accompagnata dal marito Giacomo, dal figlio Claudio e dagli avvocati, ha assistito immobile a quanto accaduto.

Al processo si sono costituiti parte civile il Comune di Avetrana e l’ex badante romena degli Scazzi (Ecatenina Pantir).

La corte d’assise di Taranto, dopo due ore di camera di consiglio, ha stabilito che le fasi del processo potranno essere mandate in onda da “Un giorno in pretura” (uniche telecamere a cui è stato consentito l’accesso) solo a conclusione dell’intero processo.

Antonio Morelli, presidente del tribunale, ha dichiarato che, a causa dell’importanza mediatica del processo agli operatori dell’informazione sarà destinata un’apposita stanza da cui potranno seguire quanto accadrà in aula.

La corte d’assise chioamata a giudicare è composta in toto da donne:  Cesarina Tronfio (presidente), Fulvia Misserini ( giudice a latere), 6 giudici popolari.

Anna Filannino