PESCARA, 10 GENNAIO – Non ci sono più dubbi: il corpo ritrovato sulla scogliera  di Bari è quello di Roberto Straccia. È proprio il padre ad ammettere ormai la triste realtà, anche se devono ancora essere eseguiti gli esami del Dna.«Attendiamo i risultati dell’esame del Dna per avere la certezza scientifica, ma in cuor mio so benissimo che si tratta di Roberto. Il giorno del ritrovamento è scattato qualcosa inconsciamente, una forma di difesa che mi ha fatto negare l’evidenza. Chi è genitore sa benissimo di cosa parlo».

La speranza che non voleva spegnersi dunque, per la famiglia di Moresco, che ora cerca giustizia, vuole la verità. Non crede fermamente all’ipotesi del suicidio, lo hanno gridato a gran voce papà Mario e Lorena, la sorella del giovane universitario, che ribadiscono la ferma convinzione che a Roberto “sia accaduto qualcosa che noi ignoriamo” e invitano chiunque sappia o abbia visto qualcosa a farsi avanti.

[ad#Google Adsense][ad#Juice Overlay]

A non convincere la famiglia di Roberto è l’impossibilità, nella loro opinione, di non accorgersi di un corpo in mare e la convinzione che il ragazzo non avesse motivi per togliersi la vita. I parenti hanno infatti smentito le voci che circolano secondo le quali il giovane in passato abbia già tentato il suicidio, affermando al contrario che Roberto era molto sereno.

Secondo la loro opinione è più facile che il ragazzo abbia avuto un malore oppure sia caduto accidentalmente in acqua, ma in questo caso dovrebbero esserci dei testimoni che sarebbero estremamente utili alle indagini.

«Un corpo non può sparire così – ha dichiarato il padre – senza che nessuno se ne accorga. E poi a mio figlio non piaceva il mare né l’acqua, anche se aveva fatto dei corsi di nuoto. Forse, per questo motivo non andava mai a correre sul molo del porto. Ma solo là che sarebbe potuto cadere in mare se si fosse trattato di un incidente o di un malore».

Oggi i famigliari si recheranno a Bari per il riconoscimento ufficiale del cadavere e sul posto ci sarà anche l’ex comandante del Ris Luciano Garofano, il dott. Enrico Rizzo, l’avv. Emilia Velletri, lo psicologo Alessandro Meluzzi e il consulente informatico Giovanni Bassetti, che sono stati chiamati dalla famiglia Stracci per ricostruire in maniera più dettagliata l’intera vicenda.

Una vicenda che è avvolta nel dubbio e nell’amore di una famiglia, che sempre unita, ha sperato fino alla fine e che sempre più unita cerca la verità, per dare giustizia al loro ragazzo. Quel ragazzo strappato alla vita troppo presto, senza un perché.

Alessandra Scarciglia