TERAMO,9 GENNAIO – Ad un passo dalla chiusura delle indagini sull’omicidio di Melania Rea, dove l’unico imputato rimane il marito, detenuto, il caporalmaggiore Salvatore Parolisi, l’attenzione è catturata dalla visita in carcere ricevuta dallo stesso dalla sua figlioletta.

Vittoria, 2 anni, è stata affidata ai nonni paterni dal Tribunale per i Minori di Napoli, lo scorso dicembre. Salvatore però, ha sempre manifestato la volontà di vedere sua figlia, anche se detenuto. Nonostante i nonni si opponessero vivamente, in quanto ritengono che la visita per la piccola possa essere traumatica, lo stesso Tribunale ha imposto una visita mensile.

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«Papà non c’è perché sta lavorando». Una risposta alla piccola Vittoria sul perché Salvatore Parolisi non è più con lei da 173 giorni, a casa, a giocare e a coccolarla come fanno tutti i papà, i nonni materni hanno provato a dargliela. Eppure ogni tanto quella domanda lei la ripete: «Dov’è papà?». E ogni volta è sempre come se fosse la prima perché è difficile dire una bugia a una bambina alla quale hanno ucciso la mamma e accusato il padre dell’omicidio, ma in questo caso è impossibile dirle la verità.

Oggi si terrà il primo incontro e l’imputato-papà è felicissimo. Il carcere, per questioni di opportunità e per mettere, per quanto possibile, la bambina a suo agio, ha messo a disposizione una camera speciale per l’incontro. L’incontro avverrà alla presenza di una psicologa designata dal Tribunale dei minori dell’Aquila, Simona Taraschi, e della stessa nonna materna.

E’ la prima volta che salvatore vede sua figlia, da quando fu arrestato il 20 luglio dello scorso anno, perché accusato di avere brutalmente ucciso il 18 aprile scorso con 35 coltellate la moglie, il cui corpo fu trovato due giorni dopo nel boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

L’avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, ha criticato l’incontro tra il caporalmaggiore e la figlia perché non vi sarebbero le condizioni né ambientali né psicologiche e ha chiesto che sia consentita la presenza anche a uno psicologo di parte, il dottor Vincenzo Luciani, di Ascoli Piceno.

«Noi speriamo solo che non sia un trauma per mia nipote rivedere suo padre», commenta alla vigilia dell’incontro Michele Rea, il fratello di Melania. «i nonni sono preoccupati per il viaggio che ogni volta dovrà affrontare la bambina per rivedere il padre – dice -. “Credo che sarebbe stato meglio far spostare Salvatore e non il contrario”.

Un incontro che quindi si annuncia carico di tensione, anche per l’interesse mediatico scatenato dalla vicenda di Melania, ragion per cui nei giorni scorsi gli ordini dei giornalisti nazionale e dell’Abruzzo hanno rivolto un appello agli iscritti affinché l’incontro tra Parolisi e la figlia non si trasformi in uno show mediatico.

Alessandra Scarciglia