ROMA, 9 GENNAIO – Sono due marocchini con precedenti per rapina i due killer che mercoledì sera hanno ucciso, con due colpi di pistola, il cittadino cinese Zhou Zeng e la figlia Joy, di appena nove mesi, durante la tragica rapina nel quartiere romano di Tor Pignattara.  Pare che uno dei due sia un 30enne pregiudicato per rapina, ricettazione e per violazione delle leggi sull’immigrazione.

Secondo quanto emerge dalle indagini, ad incastrare i due sarebbero state le impronte lasciate sul motorino e sulle due borse strappate nella rapina, uno dei complici poi sarebbe rimasto ferito ad una mano. I due avrebbero abbandonato il motorino usato per la rapina, un Sh300 rubato tempo prima, di fronte una banca al Prenestino dove una telecamere della video sorveglianza ha ripreso uno dei due in maniera chiara.

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Le indagini proseguono a tappeto in tutta la capitale anche se si stanno concentrando sulla borsa contenente oltre diecimila euro, ritrovata vicino un casolare a Casal Bertone dove pare vivevano i due con altri extracomunitari, e sul mondo che gravita intorno al business dei “Money Transfer”.

In una forsennata corsa contro il tempo gli investigatori setacciano la Capitale non tralasciando nessuna pista, ma non escludono che i due siano già fuggiti da Roma, restano in allarme le videosorveglianze delle stazioni di Termini e Tiburtina, e anche l’Interpol è stata interessata.

Domani alle 17 ci sarà una fiaccolata in ricordo di Zhou Zeng e la figlia Joy a Torpignattara organizzata dal IV Municipio capitolino a cui hanno aderito anche la comunità degli immigrati nord africani in Italia.

Michele Lilla