BARI, 7 GENNAIO – Il corpo ritrovato sulla costa a Nord della città di Bari potrebbe essere di Roberto Straccia, lo studente universitario della provincia di Fermo, scomparso dal 14 dicembre. Dai primi accertamenti sarebbe stata la mareggiata delle ultime ore a portarlo sulla costa.

Purtroppo la lunga permanenza del corpo in mare impedirebbe il riconoscimento immediato, ma diversi indizi sembrerebbero confermare che possa trattarsi di Roberto Straccia: il cadavere avrebbe gli stessi indumenti che indossava il ragazzo il giorno della sua scomparsa, cioè un kway celeste, dei pantaloncini rossi con bande bianche e scarpe da jogging. Sul posto sono intervenuti gli agenti e i vigili del fuoco, che stanno eseguendo le procedure d’identificazione.

Per gli investigatori ci sono “concrete possibilità” che il corpo ritrovato sia quello del giovane Roberto Straccia. Ma si dovranno attendere gli esami del dna per chiarire ogni dubbio. La famiglia, subito informata, è già in viaggio verso Bari.

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“Non ho notizie confortanti” ha detto Mario Straccia, il padre del ragazzo, mentre tutti gli amici di Roberto non si rassegnano e su Facebook pubblicano messaggi di speranza: “Speriamo non sia lui, aspettiamo conferme, preghiamo per questa famiglia”.

“Gli elementi trovati dagli investigatori accanto al cadavere rinvenuto a Bari purtroppo sembrano ridurre al minimo le speranze che non si tratti di Roberto. Ma fin quando non ci sarà la notizia ufficiale continuiamo a sperare”, ha dichiarato il sindaco di Moresco, Amato Mercuri.

“Ho ricevuto tantissime telefonate di concittadini in ansia per Roberto, sono tutti sconvolti. Se fosse accertato che si tratta di Roberto, per tutta la comunità sarebbe un grande dolore. Oggi andrò a casa dei genitori, in attesa di avere notizie dal papà, Mario, che si è recato a Bari con la figlia dopo aver appreso la notizia”, ha aggiunto il primo cittadino di Moresco.

Il 12 gennaio era stata programmata una fiaccolata nel paese del giovane universitario, in segno di speranza e vicinanza alla famiglia distrutta dal dolore. “Forse si trasformerà in altro” ha detto il sindaco.

Intanto, il pm della Procura, Baldo Pisani, ha aperto un fascicolo sull’ipotesi di reato d’istigazione al suicidio.  “L’ipotesi di reato è un atto tecnico che consente agli inquirenti di indagare sul decesso disponendo tutti gli accertamenti necessari”, ha dichiarato il pm.

Restano comunque aperte tutte le ipotesi, in attesa dell’esito dell’autopsia, dove si conosceranno le cause della morte, l’identità del corpo e, soprattutto potrà essere chiarito l’eventuale reato su cui indagare.

Sul caso, infatti, esiste anche il fascicolo della Procura di Pescara per sequestro di persona. La salma intanto è stata trasferita nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, dove si presuppone, sarà compiuta l’autopsia, disposta dalla Procura della Repubblica di Bari.

Sabrina Brandone