TERAMO, 21 DICEMBRE – Emergono nuovi particolari contro Salvatore Parolisi, accusato dell’omicidio di Melania Rea, sua moglie uccisa con 32 coltellate il 18 aprile scorso nel boschetto di Ripe di Civitella in provincia di Teramo.

Gli elementi riguardano le analisi di capelli e dna ritrovati sul cadavere dai Carabinieri del Ris. Secondo la difesa apparterrebbero al presunto killer.

I pm teramani intendono smontare un elemento ritenuto importante dalla difesa di Parolisi, che da mesi chiede accertamenti anche su questi profili genetici. Così hanno chiesto ai Ris di Roma di approfondire l’esame dei misteriosi Dna, che in realtà potrebbero non avere nulla a che fare con il delitto. La Procura di Teramo ha preparato il campo al lavoro dei Ris su queste tracce, facendo prelevare il Dna a trenta donne che Melania ha incontrato nei giorni precedenti alla morte e nella mattina del 18 aprile, il giorno dell’omicidio.

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Inoltre i carabinieri del Ris hanno analizzato tracce di dna trovate sugli slip della ragazza: una traccia è femminile, l’altra maschile. La prima appartiene alla vicina di casa di Melania, Sonia. La seconda è il cromosoma Y del figlio di Sonia, che la prima sera la donna aveva tenuto in braccio mentre si trovava a stirare alcuni indumenti a casa di Melania, infine l’unghia della Rea: il dna femminile rinvenuto sotto l’unghia dell’anulare è dell’estetista dalla quale si era recata poco prima dell’omicidio.

I capelli trovati sul corpo di Melania Rea apparterrebbero al medico legale, Sabrina Canestrari, che ha operato sul corpo della donna uccisa lo scorso 18 aprile a Ripe di Civitella.La notizia è stata riportata dal quotidiano “Il Messaggero”. Sarebbe dunque stato risolto il mistero di quei tre capelli lunghi ritrovati sul corpo di Melania, mentre per altri due capelli, più corti e anche questi senza bulbo, ancora non è stata accertata l’appartenenza.

A compiere le analisi sui capelli sono stati i tecnici del Ris di Roma, aiutati anche dalla visione dei filmati dell’intervento congiunto del medico legale e degli investigatori sul cadavere di Melania.

I cellulari avrebbero dato responso negativo, certificando che il cellulare di Melania non avrebbe mai toccato la cella di Colle san Marco. Ora la perizia sui capelli, che rimane l’ultimo tassello di questa vicenda, prima che si vada a processo. Si prevede, dicono alcuni media, il rito immediato per il caporalmaggiore.

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Luana Scialanca