ROMA, 20 DICEMBRE – Dopo le lacrime post riforma, il ministro del Welfare, Elsa Fornero propone una riforma del mercato, che sicuramente troverà concordi moltissimi lavoratori. Per il ministro, infatti, bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari permettendo così agli italiani di poter migliorare le proprie condizioni e di migliorare così lo scambio all’interno dei mercati.

E’ la stessa Fornero a spiegare: ” I salari sono bassi, non è una cosa che ci sfugge. Conosciamo questo divario che si è creato negli ultimi 15-20 anni“, che interrogata su un possibile incontro con le parti sociali, conferma che non ci saranno incontri prima del nuovo anno.

Per il ministro ora la cosa più importante da realizzare è la riforma del mercato del lavoro, che sta studiando attentamente e su cui non vuole sbagliare.

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Per Bonanni, segretario generale della Cisl la vera sfida per il ministro del Welfare sarà quella di far alzare i salari ai lavoratori precari, che rappresentano la più grande fetta del mercato del lavoro.

Il segretario generale del Cisl ha le idee chiare ed afferma: “Io sfido la Fornero a discutere come alzare il salario ai flessibili e di come il governo debba incentivare fiscalmente e con altri strumenti questa possibilità. Questo significherebbe andare incontro ai giovani“.

Il ministro del Welfare, interpellata sui tempi relativi alla messa in moto della riforma del mercato del lavoro, ha così risposto: ” Dipende se ce lo lasciano fare come tempi e disponibilità. Da parte mia c’è piena disponibilità, ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo“.

Su questo la Fornero è chiara e molto decisa, visto che la situazione del lavoro è strettamente connessa alla situazione economica di un paese.

Parliamo di questioni che riguardano la società italiana, il mondo del lavoro, le giovani generazioni. Non si vuole precarizzare nessuno più di quanto già lo sia. In linea di massima è vero che bisognerebbe riuscire ad aumentare i salari perché sono bassi, non è una cosa che ci sfugge. Conosciamo questo divario nella distribuzione dei redditi che si è creato negli ultimi anni, ma direi negli ultimi 15-20 anni” taglia corto il ministro, sicura di una cosa : ” sono tutti temi che riguardano le famiglie, le persone, rispetto ai quali la mia sensibilità è totale“. Bisogna cambiare e in meglio.

Per quanto riguarda l’articolo 18 relativo allo Statuto dei lavoratori, il ministro esprime chiaramente le sue intenzioni, che non riguardano la possibilità di inserire delle modifiche, anzi precisa: ” non credo che ci siano cose che sono terreni inesplorati. Nella mia intervista comunque, nelle mie parole, non era mai citato l’articolo 18, era un invito al dialogo. Poi, se uno ci legge quello che non era detto, questo non è responsabilità mia“. Per la serie lasciamo le chiacchiere e pensiamo ai fatti concreti.

Emanuele Ambrosio