PALERMO, 16 DICEMBRE – Un attacco mirato a privare Cosa Nostra delle sue teste pensanti. Questa l’idea alla base del blitz antimafia messo in atto ieri alle prime luci dell’alba. che ha portato all’arresto di 11 persone nella provincia di Trapani.

Si sono concentrate A Campobello di Mazara del Vallo il corpo speciale dei Ros ha notificato gli undici ordini di custodia cautelare emanati dal procuratore aggiunto di Palermo Maria Teresa Principato, coordinatrice dell’inchiesta insieme ai pm Marzia Sabella e Pierangelo Padova.

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Manette ai polsi anche per il primo cittadino di Campobello, gravemente implicato nelle attività mafiose della zona, come testimoniano anche le numerose intercettazioni telefoniche. Fermati anche Leonardo Bonafede, “u’ zu’ Nardino”, il boss della zona insieme ad altri esponenti di spicco del clan come Michele Greco, imprenditore locale considerato la mente economica della cosa, Cataldo La Rosa e Simone Mangiaracina. Cosca locale che è considerata uno dei baluardi del potere del capo dei capi Matteo Messina Denaro, oltre che uno dei pilastri della sua lunga latitanza.

“L’operazione, frutto di oltre 5 anni di indagini, potrebbe contribuire a destabilizzare il meccanismo che continua a proteggere il boss, spesso difficile da penetrare”, parola del procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo.

Matteo Borile