ROMA, 15 DICEMBRE – Vari i punti della manovra di cui si è discusso oggi. Moltissimi gli argomenti trattati e le modifiche apportate. Dalle pensioni, alle banche, dalle vendite alle province, passando anche per il lavoro, quotidianità degli italiani e i vizi, non solo beni di lusso, ma anche il fumo.

Si era infatti parlato di un aumento sulle sigarette per ridurre quello sui beni di lusso appunto, ma in realtà verrà modificato solo il prezzo del tabacco trinciato, quello sfuso, per intenderci quello che viene venduto in busta. Penalizzati dunque i fumatori di pipa e chi si confeziona le sigarette a mano con le apposite cartine. Gli amanti delle “bionde” sono grosso modo salvi.

A specificare l’intervento specifico è il Sottosegretario all’Economia, Polillo, il quale spiega che le voci che si erano diffuse su un aumento delle sigarette erano sbagliate. Polillo sottolinea quindi, a margine del forum per la regolamentazione del settore del tabacco in corso a Roma, di voler «smentire alcune voci che circolano anche sulla stampa e cioè che per adeguare l’imposta sul lusso avremmo aumentato le accise sulle sigarette». La scelta del tabacco trinciato è stata fatta perchè, spiega Polillo, «negli ultimi anni c’è stato un grande aumento del consumo di questo prodotto» e perchè «abbiamo anche sfiorato la soglia critica dei 5 euro del pacchetto di sigarette, superata la quale ci sarebbe una forte caduta dei consumi e del settore». Polillo spiega che «l’importo dell’aumento ancora non c’è: lo sta definendo la Ragioneria dello Stato». «Dobbiamo coprire le riduzioni – spiega – che abbiamo fatto anche, ad esempio, sulle barche, perchè la cantieristica è in Italia un settore molto forte. Ma non credo – sostiene – che l’aumento sarà consistente».

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Insomma, in fin dei conti, la novità porterà un pò di felicità alle tasche dei possessori di barche e auto, ma porterà maggiori pregiudizi per tutti i fumatori italiani. Ancora ignota è, comunque, l’entità dell’aumento.

Tra le altre modifiche apportate: l’adeguamento all’inflazione delle pensioni fino a 1.400 euro, lo stop alla liberalizzazione dei medicinali appartenenti alla fascia C e l’aumento al 13,5 per mille del prelievo sui capitali rientrati con lo scudo fiscale.

Cittadini sacrificati ma verso la via della “guarigione” o solo temporaneamente illusi e che presto inizieranno a tremare?

Alessandra Scarciglia