BOLOGNA, 10 DICEMBRE – Il rover marziano Opportunity, arrivato su Marte in missione assieme al suo gemello Spirit nel 2004, ha scovato nel terreno analizzato prove concrete dell’azione dell’acqua sul suolo del pianeta rosso.

La sonda automatica su ruote, scendendo all’interno di un cratere battezzato Endeavour, ha fotografato una vena di gesso che sporgeva da una frattura del terreno circostante.

Ora come ogni geologo saprà spiegarvi, il gesso, sulla terra, è il prodotto di sedimentazione di materiali depositati dall’azione idrica. Ciò proverebbe che la presenza di acqua sulla superficie, in ere più arcaiche, forse non è più da considerarsi come una mera speculazione ma è divenuta una solida realtà, narrata dalla conformazione geologica del terreno.

Una notizia di qualche giorno fa, ci informava della partenza di un’altra astronave con rover a bordo alla volta di Marte.

Curiosity, il nuovo mezzo robotico sarà calato in una pianura posta a ridosso di alcuni solchi dove sembrano evidenti (dalle foto satellitari scattate in precedenza) i segni di canali che un tempo avrebbero potuto essere scavati dallo scorrere delle acque.

Luca Brandetti