BOLOGNA, 7 DICEMBRE – Sfuma l’ultima possibilità di tornare libero e ribaltare la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo per l’omicidio della sua cliente Vitalia Balani. La Cassazione ha respinto i due riscorsi presentati dal commercialista Andrea Rossi, tramite i suoi avvocati Gabriele Bordoni e Ferdinando Imposimato.

Nel giugno 2010 la Cassazione aveva confermato la condanna all’ergastolo per omicidio, appropriazione indebita e circonvenzione di incapace. Secondo l’accusa la donna aveva affidato al commercialista quasi due milioni perché li investisse, ma il professionista non era stato più in grado di restituire il denaro.

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La donna, una sua facoltosa cliente, è stata uccisa da Rossi il 14 luglio 2006 nel suo appartamento di via Battindarno mentre l’anziano marito si trovava in vacanza a Riccione. Dopo un depistaggio, che aveva condotto le attenzioni sul badante del marito della vittima, gli inquirenti si sono concentrati sul commercialista che avrebbe sperperato tutti i suoi averi, circa due milioni.

La difesa voleva un nuovo processo per valutare presunti indizi a favore del commercialista. Rossi chiedeva di riaprire il processo per due motivi: il primo per fare l’esame del Dna su un capello trovato sulla scena del delitto che non era mai stato analizzato; il secondo per valutare una fotografia che dimostrerebbe lo spostamento dell’auto della Balani in un orario compatibile con quello che l’accusa ritiene essere quello dell’omicidio (in quest’ottica la vittima a quell’ora sarebbe stata fuori di casa). L’ultimissima, remota e disperata, chance è a questo punto il ricorso presentato alla Corte europea, anche se secondo l’accusa è stato lui, e non è stato un raptus. Ma un omicidio pianificato. Premeditato.

Alessandra Scarciglia