NAPOLI 7 DICEMBRE – Una sentenza è arrivata sul caso Rea-Parolisi, ma  non riguarda ne Melania, né Salvatore, ma la loro bambina. Il tribunale dei minori di Napoli, infatti, ha momentaneamente affidato la piccola ai nonni materni, dove fino a questo momento era comunque residente. La bambina tre volte alla settimana potrà vedere la famiglia del suo papà e ogni quindici giorni dormire da loro. Inoltre una volta al mese potrà andare a trovare il padre in prigione, ma con modalita’ che saranno stabilite dai servizi sociali dell’Aquila. La decisione sulla potestà genitoriale di Parolisi e’ stata rinviata al 27 aprile prossimo perchè non sussistono al momento gli elementi per esprimere una decisione.

Soddisfazione è stata espressa dai legali del caporal maggiore dell’esercito che hanno apprezzato il provvedimento del Tribunale in particolare riguardo al non aver sospeso la patria potestà al loro cliente.

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E’ contesa tra i nonni materni e la zia paterna. Michele Rea, lo zio di Vittoria, parla a nome suo e della sua famiglia e dice che loro si sentono: “Delusi perché la decisione di far crescere la bambina con i miei genitori l’ abbiamo presa sin dall’ inizio di comune accordo con i Parolisi. E ci siamo sempre comportati correttamente, anche dopo l’ arresto di mio cognato. Vittoria è sempre stata accompagnata, una volta alla settimana come avevamo stabilito, dalla famiglia del padre. A noi interessa soltanto il bene di Vittoria, e siamo comunque fiduciosi che tutto verrà fatto in questo senso. Poi quello che sarà sarà”. Franca Parolisi, invece, sorella di Salvatore, ribatte dicendo: “accordi sull’ affidamento non ce n’ erano” e comunque “le cose sono cambiate”.

Il caporalmaggiore potrà riabbracciare la figlia, una richiesta che aveva avanzato tante volte. Un desiderio che fino ad ora si era scontrato con la volontà della famiglia Rea che aveva sempre rifiutato l’ipotesi di portare la bimba in carcere.

Sentenza che permette alla bambina di crescere con l’educazione impartita da entrambe le famiglie e con la consapevolezza di chi era la sua mamma e chi è il suo papà. Quando sarà grande e cosciente di tutto ciò, sceglierà lei come porsi dinnanzi alle sue famiglie. Per il momento l’importante è assicurare a Vittoria stabilità abitativa, emotiva e psicologica.

Alessandra Scarciglia