BOLOGNA, 7 DICEMBRE – Una falsa amicizia nata sul web, la promessa di un lavoro onesto e pulito, un trasferimento nel capoluogo emiliano per iniziare una nuova vita. Una favola. Il sogno di una vita che si trasforma in uno dei peggiori incubi.

E’ la storia di una giovane sordomuta di 22 anni di Trento costretta, da un suo coetaneo, sordomuto anche lui, a prostituirsi in strada e a pretendere metà del ricavato giornaliero. Una storia terribile durata mesi e che, finalmente, ieri si è conclusa con l’arresto del giovane sfruttatore con un’ordinanza chiesta dal pm Lorenzo Gestri e firmata dal Gip Letizio Magliaro.

Il magnaccio è un giovane operaio bolognese sordomuto di 21 anni che, secondo i racconti della giovanissima vittima, l’aveva conosciuto e “frequentata” tramite la chat di Facebook e l’aveva convinta a trasferirsi a Bologna con la promessa di un lavoro e la disponibilità della propria abitazione in via Dagnini. All’arrivo in città, agli inizi di febbraio, della donna, invece, ha avuto inizio l’incubo durato mesi e che, solo nei giorni scorsi, la ragazza ha avuto il coraggio di raccontare ai Carabinieri bolognesi.

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Il lavoro che la stava aspettando avveniva di sera lungo le strade di via Firenze e viale Roma, dove, quotidianamente, l’uomo l’accompagnava, costringendola a prostituirsi fino all’alba, quando la ritornava a prendere, pretendendo metà del guadagno – tra i 300 e i 500 euro al giorno – come compenso per l’affitto della casa e il pagamento delle utenze.

A maggio la donna aveva tentato una fuga, rifugiandosi da un amico comune, ma il suo aguzzino l’aveva rintracciata e, dopo averla picchiata violentemente, l’ha riportata nella sua abitazione e nuovamente costretta al marciapiedi. Tutti i giorni lo stesso terribile cammino fino a quando la giovane vittima ha trovato il coraggio di di sporgere denuncia nei confronti del giovane operaio, rifugiandosi presso un’amica fidata e sorvegliata dalle forze dell’ordine.

Ieri mattina, all’alba, i militari hanno rintracciato l’operaio nella sua abitazione notificandogli l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. E’ accusato di sfruttamento della prostituzione con l’aggravante di aver approfittato della soggezione della coetanea derivante dalla sua disabilità congenita.

Federica Palmisano