MILANO, 7 DICEMBRE – Avrebbe letto la sintesi di un capitolo mancate di “Petrolio”, romanzo-inchiesta scritto da Pierpaolo Pasolini, che trattava tra le altre cose della morte di Enrico Mattei, lo avrebbe fatto il senatore Marcello Dell’Utri.

Ora l’onorevole è stato chiamato a deporre a Palermo, come persona informata sui fatti, per l’apertura di una nuova inchiesta sulla morte di Mauro de Mauro (rapito ed ucciso nel 1970) che su quelle pagine segrete di storia italiana aveva indagato.

L’ipotesi che gli inquirenti vogliono verificare oggi, è l’esistenza di un fil rouge, un collegamento sotterraneo, nelle vicende nazionali che coinvolgono tre morti di personaggi eccellenti del nostro paese, lo scrittore, l’industriale ed il giornalista.

Sembra che negli appunti del giornalista fossero riportate prove del fatto che l’aereo sul quale Mattei morì, non precipito, ma fu abbattuto con un qualche genere di ordigno esplosivo piazzato prima dell’ultimo decollo da una manifestazione tenutasi in Sicilia.

Un’indagine successiva trovo segni di esplosione sul velivolo.

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A seguito delle morti di Mattei e De Mauro, Pasolini, raccolse materiali per scrivere il suo romanzo ma fu ucciso prima della pubblicazione del suo lavoro nel 1975 sul litorale di Ostia.

Pino Pelosi che inizialmente si dichiarò l’unico assassino di Pasolini, confesso in seguito di non aver agito da solo. Oggi si sospetta che il ragazzo fosse servito solo da esca, per attirare lo scrittore è che la ragione del delitto abbia in realtà di secondo stampo.

Come sempre, forse per incoscienza, forse per ignoranza dei fatti e della storia, forse per comodità ed opportunità politica gli unici, non informati dei fatti nel nostro paese restano i cittadini.

Raramente poi, gli stessi programmi scolastici, arrivano a coprire ed a raccontare ai più giovani gli angoli oscuri dell’Italia a loro temporalmente più prossima.

Luca Brandetti