BOLOGNA, 5 DICEMBRE – Il giovane diciottenne di Cattolica finito al ‘Ceccarini’ domenica scorsa dopo un’intossicazione da metamfetamina, pare avere superato i giorni più difficili,  quando si era presentato in ospedale le sue condizioni erano rapidamente peggiorate fino al coma farmacologico. Un quadro clinico che aveva poi reso necessario il trapianto del fegato eseguito al Sant’Orsola di Bologna.

Sembra aver superato questi tragici momenti, infatti il ragazzo si è risvegliato dal coma, appena aperti gli occhi le sue prime parole sono state” Cosa ci faccio qui?”, adesso le condizioni del ragazzo sono migliori, lo zio Mario dichiara che : “Ancora non è fuori pericolo ma va meglio e non c’è la necessità di proseguire col coma farmacologico. Nei prossimi giorni rimarrà sotto sedativi».

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Nel frattempo i carabinieri hanno continuato ad indagare sulla tragica notte di sabato, infatti il questore ha ordinato la chiusura del Cocoricò per un periodo di quindici giorni, i carabinieri potrebbero già da domani sentire il ragazzo per ricostruire esattamente cosa è accaduto quella notte precisamente l’ ore che hanno preceduto l’arrivo al pronto soccorso del Ceccarini, ore sulle quali i carabinieri vogliono fare piena luce.

A non scagliarsi contro il locale è anche il sindaco di Riccione, Massimo Pironi. «Era necessario dare un segnale forte, la chiusura, perché la salute dei ragazzi va messa al primo posto. E questo è arrivato. Ma non si pensi di risolvere così il problema. E’ necessario adoperarsi per creare le condizioni anche culturali per dare ai ragazzi anticorpi per stare lontani dalla droga. Non dimentichiamo che nel caso del locale c’è da tempo una forte collaborazione con le forze dell’ordine». Ma non è tutto: «Purtroppo su questi problemi c’è ancora troppa omertà e quando lo dico mi riferisco agli stessi ragazzi».

Dichiarazione che sono simili a quelle dello Zio del ragazzo, Mario, che infatti afferma esserci intorno a questa vicenda un clima d’omertà da parte degli amici del ragazzo, gli stessi che durante la tragica notte di sabato erano con lui e che quindi risultino essere l’unici a sapere la verità.

Lo zio dichiara inoltre che :” Gli amici quella sera non lo hanno accompagnato nemmeno al pronto soccorso significa che qualcosa sanno, ma non la stanno dicendo». La famiglia vuole che vengano alla luce le responsabilità di quanto è accaduto, ma lo zio, il giorno dopo il provvedimento del questore che ha deciso di spegnere il ‘Cocco’ per 15 giorni, non infierisce. «La discoteca c’entra ma fino a un certo punto. In parte mi spiace per il provvedimento che è ricaduto sul locale. Se viene chiusa credo che i giovani che vogliano reperire certe sostanze riescano a farlo altrove. E’ vero che mia sorella (la madre del ragazzo) se l’è presa con la discoteca, ma visto quanto è accaduto è comprensibile. Ho dei figli adolescenti anch’io e lo capisco».

Gli amici del giovane, potrebbero ritrovarsi  con una denuncia per favoreggiamento. Tutti minorenni che non sembrano avere nessuna intenzione di collaborare con i carabinieri che stanno cercando di scoprire chi ha venduto il veleno al 18enne cattolichino.

Giurano di non saperne nulla, ma per i carabinieri stanno mentendo. E la mancanza di collaborazione è stata talmente sfacciata che gli inquirenti sono ormai a una passo dal denunciarli tutti quanti.

Luana Scialanca