BOLOGNA, 5 DICEMBRE – Forse quando si parla di destini incrociati, di simboli, di eventi segnati, è tutto vero. Ieri, dopo alcune diverse domeniche fallimentari, alla 38esima giornata, il Corinthians ha vinto il suo quinto titolo nazionale. Lo ha vinto nel segno del ricordo e della commozione, proprio mentre moriva il simbolo della squadra, il dottore, Socrates. È stata la «sua» squadra, non solo calcisticamente, quella a cui ha legato gran parte della carriera. Socrates è stato simbolo politico del Corinthians di San Paolo.

Il Dottore dai piedi buoni, capitano del Brasile nel Mondiale di Spagna 1982 e Francia 1986, è morto ieri a San Paolo. Aveva 57 anni. Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira nasce a Belém, nello stato brasiliano del Parà, il 19 febbraio 1954. Di famiglia benestante, si laurea in medicina, specializzazione ortopedia, ma non esercita mai la professione di medico perché inizia la sua carriera di calciatore nel Botafogo di Ribeirão Preto nel 1974. Dal 1978 al 1984 gioca nel Corinthians, di cui è il capitano per anni e dove vince tre campionati paulisti. Calciatore sudamericano dell’anno nel 1983, nel 1984 viene acquistato dalla Fiorentina, dove resta una sola stagione. Torna poi in Brasile, prima al Flamengo, dove vince un campionato carioca, e in seguito al Santos. Nel 2004 chiude la carriera con il Garforth Town, una squadra dilettantistica inglese, di cui fa anche l’allenatore.

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La gara di ieri, dei suoi ragazzi, è stata commovente. Braccio destro alzato da tutto lo stadio e dai giocatori, pugno chiuso, così la Nazione indipendente Corintiana ricorda l’uomo libero, prima che artista del calcio. Ricoverato nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale Albert Einstein di San Paolo, come spiegato dalla moglie aveva accusato un malore dopo una cena, ed era tenuto in vita da un respiratore artificiale. Il decesso, recita il comunicato dello staff medico dell’ospedale, è avvenuto questa mattina alle 4.30 ore brasiliana, a causa di shock settico. Negli ultimi mesi l’ex giocatore, in seguito commentatore sportivo per la televisione brasiliana, era stato ricoverato più volte. L’ultima a settembre, per un’emorragia intestinale causata dall’abuso di alcol.

A regalare un pensiero fin dal mattino sull’ex giocatore della Fiorentina, sia sul piano calcistico sia su quello politico, sono stati tanti in Brasile: soprattutto a San Paolo, proprio tra i tifosi del suo Corinthians. Uno dei più illustri membri della torcida del Corinthians, l’ex presidente Lula, è stato tra i primi a salutare Socrates, del quale era amico. Entrambi incarnavano alla perfezione la figura del sindacalista, Lula da operaio e Socrates da lavoratore del pallone. Poi è arrivato – tramite una nota sul sito web della presidenza della Repubblica – l’addio del capo dello Stato, Dilma Rousseff. Milintante di sinistra riconosciuto, ebbe un ruolo unico nel paese, visto che negli anni ’80 cominciò a parlare di democrazia, proprio mentre il paese emergeva da anni di dittatura militare, affrontando una lunga e complessa transizione dall’autoritarismo alla democrazia. Il Doutor fondò in quel periodo la Democrazia Corintiana all’interno della società di San Paolo: in sintesi, era il voto della maggioranza della squadra a prendere le principali decisioni.

Alessandra Scarciglia