ROMA, 5 DICEMBRE – Il mondo della politica italiana sembra non dover mai finire di sorprendere chi lo segue, l’ultima prova è quanto successo alla presentazione della nuova manovra economica da parte del neo insediato governo Monti: un’apparizione pubblica che si è svolta molto diversamente dalla media di quelle a cui ci aveva abituato il precedente governo, culminando nelle lacrime del nuovo ministro del Welfare, Elsa Fornero.

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Sacrifici, questa la parola chiave dell’intero piano finanziario elaborato dal commissario in collaborazione con il governo che si è scelto; sempre questa la parola che ha fatto crollare la facciata di compostezza professionale della neo ministro, che non è riuscita nemmeno a pronunciarla: all’atto di annunciare l’innalzamento dei contributi per l’età pensionistica, metaforico boccone amaro dei nuovi provvedimenti, la voce le si è rotta, non è riuscita a continuare, a portare a termine il comunicato.

Ha dovuto intervenire lo stesso Monti, consolare il membro del suo gabinetto, farle forza ed accollarsi l’onere di portare a termine l’esposizione dei vari punti della manovra elaborata; oltre i tecnici insomma, pare si sia potuto intravedere il lato umano della politica.

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Matteo Borile