BOLOGNA, 04 DICEMBRE – Sono passati ormai anni da quando la RAI era un feudo della DC, era un padrone di casa pronto a bastonare autoritariamente ogni volgarità (gratuita o meno).

E’ passata molta acqua sotto i ponti da allora e tante trasmissioni nell’etere, il paese è cambiato e la TV con lui.

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La RAI è scesa dal podio monopolistico ed è divenuta un’azienda al pari delle altre sul mercato. Pippo Baudo purtroppo non conduce più San Remo. Anzi non conduce quasi più niente. Al posto di Enzo Biagi, ogni sera, si assiste all’apertura delle acque dello share televisivo ed alla diaspora degli spettatori che scappano a gambe levate da Radio Londra.

La prima serata consiste fondamentalmente in una serie di fiction (Il sonno della democrazia genera telenovelas!. – Aldo Grasso).

A tarda sera, si buttano via milioni per costruire plastici che rappresentano in maniera chirurgica la deformazione mentale del paese.

Quark resta la punta più alta della diffusione culturale, è diventato “Super” ma in versione liofilizzata, forse per venire in contro alle rarefatte capacità intellettive dei naufraghi teleaspettanti dell’era berlusconiana.

Se questi anni hanno avuto un merito infatti (e per tanti solo quello), è stato la laicizzazione del sistema dei valori veicolato dalla nuova TV.

Primo dicembre, Giornata mondiale della lotta contro l’HIV. Contrordine.

Sembra già di vedere un impiegato Orwelliano recitare in un microfono su nastro analogico:

– Riferimento 1 dicembre 2011 numero. n. Secondo nuova direttiva Min.Cul.Pop. il termine profilattico è troppo volgare, rettificare con SALVABUCHI…!

Il ministero della salute, indicato come il mandante morale della misura bigottista ha subito smentito  di aver dato l’ordine.

Intanto, il 3 dicembre durante una manifestazione organizzata da Gay Center sono stati distribuiti cappellini per prepuzio davanti alla sede di Viale Mazzini.

Il profilattico resta l’unico sistema di prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili, nonostante il becero oscurantismo mimetizzato nella caciara imperante.

Luca Brandetti