BOLOGNA, 04 DICEMBRE – I moniti del Presidente del Consiglio Mario Monti hanno, infine, ottenuto il risultato desiderato: l’ing. Pier Francesco Guaguaglini si è dimesso da Finmeccanica, intascando una sonora liquidazione per risoluzione anticipata del rapporto di 4 milioni di euro a cui vanno aggiunti 1,5 milioni di corrispettivo che Finmeccanica erogherà all’ex presidente all’estinzione del patto di non concorrenza della durata di un anno: 5,5 milioni di euro in tutto. «Alessandro Profumo ne ha presi 40» risponde un competitivo Guarguaglini all’intervistatore de “Il Messagero”.

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Il comunicato arriva nella prima serata di ieri, a seguito di quanto deliberato dal Consiglio di amministrazione Finmeccanica riunitosi in via straordinaria; al suo posto Giuseppe Orsi, già al vertice dell’azienda pubblica in qualità di amministratore delegato dal 4 maggio. che vestirà d’ora in poi l’incarico di presidente. Inoltre il cda ha deciso per la cooptazione di Alessandro Pansa, già direttore generale, nel consiglio di amministrazione. Il consiglio “esprime i più sentiti ringraziamenti – all’ing. Guarguaglini, ndr -per l’altissima professionalità e il proficuo impegno che hanno consentito la crescita e l’affermazione del gruppo nei mercati mondiali”.

Le dimissioni arrivano a seguito delle spinte da parte del Governo, data l’iscrizione del nome di Guarguaglini nel registro degli indagati dell’inchiesta avviata dal pm Paolo Ielo e dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo della Procura di Roma, che coinvolge sia l’ingegnere toscano che la moglie, Marina Grossi, ad di Selex Sistemi-Integrati, società di Finmeccanica, per frode fiscale e false fatturazioni: Guarguaglini avrebbe creato o comunque autorizzato fondi neri attraverso, appunto, la Selex, per pagare provvigioni di cui non si voleva che rimanesse traccia. Nella stessa indagine compaiono anche i nomi di Lorenzo Cola, ex consulente e Lorenzo Borgogni, ex capo delle relazioni esterne della holding di piazza Monte Grappa.

Sul bottino della buonuscita  aleggia già aria di tempesta: la Codacons, l’associazione dei consumatori, in un comunicato stampa emesso stamattina chiede che “i soldi della liquidazione di Guarguaglini vengano sequestrati a scopo cautelativo dalla magistratura […] la cifra potrebbe servire per risarcire i piccoli azionisti del gruppo che hanno subito ingenti perdite in Borsa, a causa della pessima gestione di Finmeccanica e delle torbide vicende emerse negli ultimi giorni”. La richiesta verrà presentata in giornata alla Procura della Repubblica di Roma. A tal proposito l’associazione si propone di tutelare i possessori dei titoli Finmeccanica attraverso un’azione legale per il risarcimento dei danni subiti, proponendo la costituzione di parte civile degli stessi azionisti e rendendo già disponibili modelli di partecipazione all’iniziativa su www.codacons.it.

Giuseppe Mastrolia