BOLOGNA, 01 DICEMBRE – Una maxi operazione della questura di Bologna che fa emergere un altrettanto maxi traffico di sostanze stupefacenti, in particolare di ketamina, che dall’Est raggiungevano il nord Europa, per poi finire sul mercato italiano.


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Trentadue arresti e 360 litri di ketamina sequestrati: questo è il risultato dell’operazione, ribattezzata “Alexander 2008”, diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, iniziata nell’ottobre del 2008. Tre lunghi anni per scoprire e annullare una rete criminale che importava sul territorio nazionale, ingenti quantitativi di ketamina provenienti dall’India, impregnati nei tessuti degli indumenti. Una rete internazionale che seguiva una rotta ben precisa: dall’India, dove c’era l’approvvigionamento della ketamina, si impregnavano gli indumenti, tipo le pashimine, della sostanza, la si essicava e poi la si spediva a Londra e a Francoforte dove avveniva l’operazione contraria, per recuperare la sostanza anestetica. Da qui, in bottiglie, veniva commercializzata e giungeva tranquillamente il mercato italiano, per animare feste e rave. Un giro d’affari di circa 10 milioni di euro che avrebbe portato sul mercato, secondo una perizia disposta dai magistrati, di circa 600.00 dosi.

Trentadue persone finite in manette, perlopiù tutte incensurate, di cui sette sono giovani bolognesi, di cui uno con l’obbligo di dimora. “La base logistica in realtà era a Bologna – spiega Fabio Bernardi, dirigente della squadra mobile della questura bolognese – le menti pensanti, un grosso consumo, un grosso arrivo di merce. Abbiamo fatto moltissimi sequestri, i magistrati hanno accertato una serie ‘illimitata’ di vendite, tutto questo è avvenuto su Bologna. Quindi – conclude Bernardi – Bologna sì luogo di smistamento, ma in realtà centro non soltanto dal punto di vista del consumo e dell’arrivo delle merce, ma anche centro pensante”. Soddisfazione per l’esito dell’operazione è stata espressa dal questore di Bologna, Vincenzo Stingone, “La lotta alla droga è la nostra priorità”, ma dichiara preoccupazione sul coinvolgimento nello spaccio di un numero sempre crescente di giovani, “E’ la più grande operazione del genere in Italia che ha fatto emergere uno spaccato sociale preoccupante. Ragazzi totalmente inconsapevoli della gravità di quello che commettevano”.

Federica Palmisano